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Una vita per una vita - Percorso didattico sulla pena di morte

 

 

Fra le tante tematiche attinenti ai diritti umani, la questione della pena di morte rappresenta certamente, per le forti implicazioni ideologiche e psicologiche, una di quelle che più è in grado di scatenare contrasti, contrapposizioni, incomprensioni. Difficile, se non impossibile, il non prendere posizione: o si sta di qua o di là. E molto arduo risulta individuare i ponti, i canali di comunicazione fra gli opposti schieramenti. Questo significa anche, però, che l’insegnante, una volta tanto, non avrà da faticare granché a suscitare interesse negli studenti. Ma questo interesse non merita di essere tradito né da atteggiamenti predicatori né da atteggiamenti aggressivamente polemici. Sempre si dovrebbe ricordare, infatti, che l’adolescente che invoca la pena di morte ha bisogno di educatori che sappiano parlare alla sua mente e al suo cuore, che sappiano capire e mostrare che quello che conta non è tanto dire sì o no a qualcosa, ma l’itinerario che ci porta a dare l’una o l’altra risposta mediante l’uso libero e rigoroso del pensiero, il confronto sereno e rispettoso, il gusto della ricerca impegnata e coraggiosa.

 

Questo percorso didattico si propone pertanto di offrire all’insegnante alcuni strumenti per consentirgli di affrontare in maniera proficua una tematica tanto complessa e spigolosa, sollecitando curiosità, riflessioni personali e desiderio di confrontarsi e di discutere insieme.

La proposta potrebbe cominciare sottoponendo agli studenti i due test “Cosa so della pena di morte” e “Cosa penso della pena di morte”. Oltre che per saggiare la situazione di partenza, essi possono essere usati anche (riproponendoli diacronicamente) per verificare quella di arrivo. Il primo è volto ad accertare le conoscenze dello studente, mentre il secondo è volto ad acquisire informazioni sulle opinioni di carattere personale. Le informazioni raccolte serviranno per costruire un quadro delle immagini mentali possedute dalla classe su questo controverso tema.

 

Successivamente, la discussione tra gli studenti potrà essere stimolata con il gioco di ruolo “Abolizione vs. mantenimento” e/o con le attività “Tesi a confronto” e “Se io fossi il giudice”. Per comprendere le aberrazioni di un sistema giudiziario che prevede la pena di morte, potrà essere utile studiare il caso di Anthony Charles Graves, del quale si fornisce una scheda informativa accompagnata da un breve video.

La realtà dell’applicazione della pena di morte nel mondo potrà essere oggetto di ricerche e approfondimenti. A questo proposito si fornisce la Lista dei Paesi abolizionisti e mantenitori (aggiornata al 31 agosto 2021) e il Rapporto 2020 di Amnesty International sulla Pena di Morte.  Ulteriori notizie ed aggiornamenti potranno essere trovate sul sito web della Sezione Italiana di Amnesty International o su quelli di altre associazioni, quali Nessuno tocchi Caino; Comunità di Sant’Egidio; Coalizione Italiana contro la pena di morte.  Potendo, sarebbe utile organizzare un incontro con esponenti di una di queste associazioni.

La proposta educativa è completata da tre schede informative per il docente: “10 motivi per dire no alla pena di morte”, “Amnesty International e la pena di morte” e “Trattati internazionali sulla pena di morte”.

 

 

Obiettivi

  • Favorire la discussione e l’apprendimento cooperativo
  • Sviluppare le abilità di empatia, analisi, pensiero critico
  • Comprendere la complessità delle posizioni sulla pena di morte

 

Per ulteriori informazioni sulla Campagna contro la pena di morte di Amnesty International clicca qui .

È possibile scaricare altre risorse educative sui diritti umani e avere maggiori informazioni sulle attività di Educazione ai diritti umani di Amnesty al seguente link e sul Gruppo Facebook “Educare ai diritti umani”.

 

Essendo la pena di morte un tema sensibile, si consigliano i docenti a valutare in anticipo quali attività e storie contenute nelle risorse proposte risultino più adatte alla loro classe.

 

 

 

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