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05.04.2020

La scala Beaufort, il vento e gli insetti

 

 

 

 

 

Analogamente a quanto avviene con la Scala Mercalli, utilizzata in caso di terremoto per valutarne l’intensità basandosi sugli effetti che questo produce su cose e persone, anche la Scala Beaufort associa una determinata velocità del vento all’effetto che lo stesso provoca alle attività umane, a piante, semi e foglie, a uccelli o invertebrati.

 

La Scala Beaufort è una misura empirica che fu messa a punto intorno al 1806 dall’ammiraglio inglese Francis Beaufort, da cui prende il nome, per permettere ai marinai, senza l’ausilio di un vero e proprio strumento di misurazione, di stimare la velocità del vento grazie alla sola osservazione degli effetti di questo sul mare. Lo strumento per misurare con precisione la velocità del vento e la sua direzione si chiama, invece, anemometro.

 

Analizzando attentamente la scala, si scoprono alcune cose curiose che riguardano il mondo degli insetti.

 

Con il vento a Forza 4 (circa 20 chilometri orari), mentre a chiunque di noi si scompigliano i capelli e gli uccelli marini si muovono freneticamente sulla superficie dell’acqua, le zanzare smettono di pungere.

Con il vento a Forza 5 (circa 30 chilometri orari), le mosche smettono di volare, le farfalle resistono fino a quando il vento non raggiunge Forza 7 (circa 50 chilometri orari).

Con il vento a Forza 8 (circa 60 chilometri orari) una persona fatica a camminare mentre le libellule riescono ancora a volare.

Se il vento raggiungesse poi Forza 9 (circa 70 chilometri orari) nessun insetto si alzerebbe in volo.

 

 

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