Ricerca

20.12.2019

Accordi internazionali in materia di cambiamento climatico

 

Oggi tutte le grandi Nazioni si impegnano per cercare soluzioni tecnologiche che permettano di ridurre le emissioni dei cosiddetti gas serra, ritenuti fra i maggiori responsabili del mutamento climatico dell’ultimo secolo.

Non è sempre stato così: solo nel 1992, a Rio de Janeiro, si tenne la prima “Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite”, detto il “Summit della Terra”, cui parteciparono 154 Nazioni. Durante questo primo incontro si gettarono le basi per i futuri accordi sul clima: in questa occasione, difatti, fu creato l’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), organo delle Nazioni Unite tra i cui scopi c’è quello di aggiornare il registro delle emissioni di gas climalteranti e organizzare i negoziati periodici, le COP (Conferenza delle Parti), che si svolgono annualmente a partire dal 1995.

Con il Protocollo di Kyoto del 1997, per la prima volta, venne imposto agli Stati aderenti l’obbligo di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 5% circa rispetto al 1990. Il Protocollo, sottoscritto l’11 dicembre 1997, è entrato in vigore solo nel 2005, grazie alla ratifica da parte della Russia: infatti, poiché il trattato potesse entrare ufficialmente in vigore, era necessario che venisse ratificato da non meno di 55 Nazioni, e che queste stesse Nazioni firmatarie rappresentassero, complessivamente, almeno il 55% delle emissioni serra globali di origine antropica (un obiettivo raggiunto proprio grazie alla sottoscrizione della Russia).

 

 

 

L’accordo di parigi

 

 

 

Nel 2015, durante la COP21, è stato raggiunto l’Accordo di Parigi, in cui i 195 Stati partecipanti hanno concordato di ridurre la loro produzione di anidride carbonica: l’obiettivo comune è riuscire mantenere l’innalzamento della temperatura media globale “ben al di sotto di 2 °C” rispetto al periodo pre-industriale.

Alla COP24 di Katowice del 2018 è stato adottato il Katowice Climate Package, ossia una sorta di “libro delle regole” che contiene norme e linee guida dettagliate per attuare l’accordo globale sul clima raggiunto a Parigi nel 2015.

Durante l’ultima Conferenza delle Parti (COP25), svoltasi a Madrid dal 2 al 13 dicembre 2019 sotto presidenza cilena, è stato approvato il Gender Action Plan, che promuove i diritti e la partecipazione delle donne all’interno dell’azione climatica internazionale e raggiunto un accordo sulla riduzione dei gas serra entro il 2030; slitta, invece, alla COP26 del 2020, l’approvazione dell’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi, che avrebbe dovuto regolamentare il futuro mercato di scambio delle emissioni. Proprio nel 2020, tra l’altro, si terranno in Italia, più precisamente a Milano, i lavori preparatori alla COP26 e la “COP dei giovani”.

 

Vedi anche