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16.02.2021

Galileo Galilei: il padre della scienza moderna

 

 

 

Galileo Galilei nato a Pisa il 15 febbraio 1564 è considerato uno dei fondatori della scienza moderna. La portata dirompente delle sue scoperte nel campo della fisica e dell’astronomia contribuirono a cambiare la concezione dell’Universo, ma fu soprattutto il rigore matematico delle sue dimostrazioni basate sull’osservazione diretta dei fenomeni a gettare le basi per il metodo sperimentale. Si può dire che il matematico pisano rappresentò un moderno Archimede: uno scienziato stregato dalle meraviglie della natura e dedito a sfruttare la propria fantasia e inventiva per decifrare le leggi che la regolano.

 

Negli anni della sua formazione Galileo, contrariamente al volere del padre che lo avrebbe preferito medico si dedicò allo studio della filosofia e della geometria euclidea, e fondamentali furono proprio le opere dello scienziato siracusano. Contribuirono infatti a radicare in lui l’idea che la natura sia come un libro aperto scritto in caratteri matematici, non oscuro o misterioso ma accessibile alla comprensione umana, a patto di indagare i fenomeni con gli strumenti adatti.

Una delle prime osservazioni famose di Galilei avvenne nel Duomo di Pisa, dove davanti a una lampada sospesa si interrogò sui tempi delle sue oscillazioni, e misurandole approssimativamente con il battito cardiaco del polso intuì il principio dell’isosincronismo del pendolo. A breve distanza da questa prima scoperta compì numerosi esperimenti sulla caduta dei gravi, sfruttando la possibilità di effettuare lanci di corpi variamente pesanti dalla Torre Pendente, introducendo la nozione di peso specifico. Gli studi di meccanica lo portarono alla formulazione delle leggi fondamentali del moto, grazie agli strumenti da lui inventati come il piano inclinato poté misurare gli spazi percorsi da un corpo costantemente accelerato che sono proporzionali al quadrato dei tempi di caduta, e dimostrò il principio di inerzia, secondo cui un corpo mantiene il suo moto rettilineo uniforme quando non è soggetto a forze esterne.

 

Le sue invenzioni sono indicative di quanto fosse in grado di spaziare il suo ingegno, inventò infatti anche il compasso e un antesignano del termometro. Ma lo strumento di scienza con il quale è passato alla storia, il cannocchiale, non fu da lui inventato, ma importato dall’Olanda e perfezionato con un diaframma che permettesse di schermare la luce dei corpi celesti, e un micrometro per misurarne la dimensione. Puntandolo verso il cielo Galilei fece le scoperte del secolo in campo astronomico, osservando la Luna vide che non si trattava di una sfera dalla superficie liscia e uniforme, ma montuosa e con avvallamenti e dunque simile a quella terrestre. Scoprì i satelliti di Giove e che il cosmo era popolato di stelle invisibili ad occhio nudo, riuscì a stabilirne i periodi di rivoluzione dei pianeti ed estendendo le sue osservazioni a Saturno e Venere capì che i pianeti non brillano di luce propria ma di quella riflessa dal Sole.

 

Furono proprio le sue ardite scoperte astronomiche a portare allo scienziato pisano molta fama ma altrettanti guai. I risultati delle sue osservazioni infatti corroboravano la teoria eliocentrica di Copernico, riuscendo a giustificare le fasi lunari e la posizione dei pianeti e delle stelle nella volta celeste, smentendo la tesi aristotelico-tolemaica che vedeva la Terra al centro dell’Universo.

Forse il mondo di allora non era ancora pronto per questo capovolgimento che confliggeva con quanto riportato sulla Bibbia, cioè che l’uomo e il pianeta da lui abitato era stato creato al centro dell’Universo. All’interno del dibattito tra scienza e fede Galileo si introdusse come un uomo credente, ma la portata rivoluzionaria delle sue opere e la sua rapida diffusione nel resto d’Europa lo condussero al processo presso l’Inquisizione. Il tribunale che aveva lo scopo di vigilare e difendere le questioni di fede reputò i contenuti dei suoi scritti contrari alla dottrina e pertanto bollati come eretici. Galileo ormai anziano e quasi cieco fece un atto di abiura e promise di non sostenere più le proprie teorie, riconciliandosi con la fede cattolica. Trascorse i suoi ultimi anni dedicandosi agli studi con l’aiuto di amici e allievi nella sua casa di Arcetri, a pochi passi dalla quale ora sorge l’Osservatorio Astrofisico, dove si continuano a scrutare le meraviglie dell’Universo per decifrare le leggi che lo regolano.

 

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