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12.12.2019

Drilla

Di Andrew Clements, scheda a cura di Chiara Maganza

Per riscoprire il valore dello strumento più potente e affascinante che possediamo: la parola.

 

 

Riassunto

Nick ha un talento speciale: quello di “prevedere l’arrivo dei compiti come i contadini sanno prevedere un temporale”, quindi di fare ai professori vere e proprie domande perdi-tempo, che obblighino gli insegnanti a districarsi nella formulazione di risposte complicate proprio durante gli ultimi minuti della lezione, poco prima che possano dettare i detestati compiti. Compiti che, spesso, grazie all’astuzia di Nick, finiscono per non essere assegnati.

Ma la furbizia e il talento di Nick dovranno scontrarsi con un’insegnante di lingua altrettanto speciale, la temutissima Mrs. Granger, armata di solida competenza, sguardo penetrante e, soprattutto, del fidato dizionario.

Proprio in occasione di un compito che lo costringerà a sfogliare il pesantissimo e polveroso dizionario, Nick ha un’idea: da quel momento l’oggetto più usato a scuola, la penna, avrebbe cambiato nome. Nasce così, dalla sua creatività ribelle, drilla. E drilla piace davvero a tutti: dai compagni di classe ai ragazzi delle altre scuole, in breve ne parla tutto il paese, persino la TV. Ma Mrs Granger non può accettare questo colpo di stato, e comincia una vera e propria guerra di parole.

 

L’autore

Nato nel 1949, Andrew Clements è uno scrittore statunitense.

Prima di dedicarsi alla letteratura per ragazzi è stato un insegnante: i suoi più grandi successi, come Drilla, Una storia di scuola (BUR 2016), La pagella (BUR 2014), ruotano proprio attorno al mondo scolastico.

Appassionato di scrittura, Clements ha composto anche varie canzoni e lavorato per alcune case editrici.

I suoi libri hanno venduto oltre sei milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in più di dodici lingue.

 

 

L’opera

Drilla ha ottenuto il Premio Phoenix 2016, assegnato per ridare visibilità a opere per ragazzi prive, a vent’anni dall’uscita, di altri riconoscimenti significativi.

Il libro è stato travolto da un’ondata di rinnovato interesse – e di parecchie condivisioni sui social – a un ventennio dalla pubblicazione, proprio in occasione dell’invenzione di una parola da parte di Matteo, un alunno di una scuola primaria del ferrarese, che definì un fiore petaloso. La risposta dell’Accademia della Crusca, cui l’insegnante aveva sottoposto il neologismo di Matteo, conteneva proprio un riferimento alla storia di Nick, inventore di un’altra parola di successo (qui la risposta completa di Cristina Torchia).

La storia di drilla, come di petaloso, racchiude un profondo significato: le parole arricchiscono perché aiutano a formulare pensieri sempre più chiari, a delinare concetti precisi, a formulare domande definite, a convincere e, perché no, anche a fantasticare.

 

Casa editrice: BUR Ragazzi

Anno di pubblicazione: 1996

Numero di pagine:126

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