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02.09.2019

Bisogni Educativi Speciali - Pedagogia differenziata e matematica

 

 

Muovendo dall’assunto che ogni alunno è diverso per le sue modalità di apprendimento, sia egli collocato dalla didattica tradizionale nella norma, nella fascia del DSA/BES o dell’eccellenza, è fondamentale che l’itinerario di apprendimento preveda e utilizzi una pedagogia differenziata: attraverso varie modalità di insegnamento, occorre potenziare i diversi stili e canali cognitivi degli alunni con un’attenzione ai tratti emotivi/motivazionali.

Vediamo come accompagnare un alunno BES durante una lezione di matematica.

Mettiamo a disposizione, scaricabile dal menu dei materiali in basso, la scheda operativa per realizzare una lezione di matematica.

 

Passo passo

Fase 1: leggere il titolo del testo in oggetto
Focalizzarsi primariamente sul titolo della pagina e trarne delle informazioni permette all’alunno di circoscrivere le aspettative sugli esercizi che andrà a eseguire: in questo senso l’alunno si creerà già un orizzonte semantico entro il quale fare previsione e verificare o falsificare le proprie aspettative.

Fase 2: strutturazione degli esercizi
È importante che la somministrazione degli esercizi sia pensata dall’insegnante per gradi di difficoltà: prevedete 4 livelli di difficoltà e spiegate all’alunno che gli esercizi vanno dal più semplice al più complesso. Ciò tranquillizzerà l’alunno e permetterà durante il processo di autovalutazione anche di operare un’autoanalisi delle proprie soglie di difficoltà.

Il primo livello deve essere concepito come un avvicinamento, una modalità attraverso cui si testano i prerequisiti didattici e cognitivi necessari alla corretta
comprensione dell’argomento: utilizzate diverse modalità di accesso verbale e non
verbale e arricchite l’esercizio con facilitatori impliciti (per esempio colori, disegni) ed espliciti (indicazioni esplicitate come “attenzione” o “ricorda”).

Il secondo livello rappresenta un livello più elevato rispetto al precedente e offre esercizi con un minor livello di suggerimenti che indirizzano lo studente a un funzionamento specifico in relazione al compito richiesto.
Potete anche riproporre esercizi simili a quelli del primo livello ma senza facilitatore iconografico.

Negli esercizi di terzo livello è importante richiedere una maggior padronanza dell’argomento. Per questo vengono inseriti livelli didattici e cognitivi specifici dell’argomentazione richiesta. Vengono ridotti di numero i facilitatori o, in loro presenza, si richiede una maggior competenza di esecuzione dell’argomento trattato.

Infine negli esercizi di quarto livello prevedete che l’alunno abbia acquisito tutte le caratteristiche della funzione didattica indagata, che sappia discriminare, modulare e modificare il materiale offerto per completare l’esercizio, che sappia applicare anche un’abilità di astrazione e metacognizione. Potete anche prevedere esercizi di livello 4 che propongono attività di difficoltà anche superiore rispetto ai libri base; tale scelta nasce dalla volontà di esplorare l’estensione delle abilità acquisite nei processi in gradiente (livelli).

 

Ricordate di far seguire a ciascuna attività un momento per l’autovalutazione: è fondamentale che l’alunno prenda consapevolezza dei propri punti di forza e delle proprie debolezze. Ciò, oltre a favorire una chiave di lettura nei confronti degli alunni, permette di sviluppare: il pensiero critico, la consapevolezza sociale e culturale, l’apprendimento delle abilità di base, la comunicazione (come delineato anche attraverso le competenze chiave europee del XXI secolo).

 

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