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25.11.2019

Allerte meteorologiche

 

 

Si sente spesso parlare di allerta meteo, ma chi è effettivamente autorizzato ad emettere questo tipo di allarme?

L’allerta meteo è un avviso istituzionale utile per la prevenzione dei rischi relativi a eventi meteorologici avversi: è solo la Protezione Civile, quindi, che può diramare un comunicato ufficiale di questo tipo. Il Servizio Nazionale di Protezione Civile è un sistema complesso, al cui interno co-esistono diverse realtà: le Amministrazioni Centrali dello Stato, le Regioni e le Province Autonome, i Comuni, le Comunità Montane e altre strutture operative come il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia e la Croce Rossa Italiana.

La Protezione Civile si avvale di personale qualificato (ad esempio meteorologi, geologi e fisici) in grado di indagare scientificamente la situazione geomorfologica, geologica e meteorologica dei territori nazionali.

Un’allerta meteo avvisa la popolazione, le Regioni, le Province e i Comuni che potrebbero essere coinvolti, nelle successive 24 ore, in un evento meteorologico di grande portata e che, quindi, potrebbero essere interessati da danni a cose e persone: precipitazioni estremamente intense, violenti temporali, forti raffiche di vento.

 

 

I livelli di criticità

 

L’allerta attiva una serie di procedure come, ad esempio, la predisposizione di luoghi attrezzati per il soccorso, il monitoraggio di aree particolarmente a rischio o l’evacuazione di zone abitate che risultino in pericolo; essa può essere di diverso grado, sia a seconda della probabilità che possa effettivamente verificarsi la situazione prevista, sia in relazione all’impatto che questo evento potrebbe avere sul territorio e sulla popolazione.

A seconda dei livelli di criticità dichiarati, è il Presidente della Regione che fa partire l’allertamento del Sistema di Protezione civile locale. Ogni Regione stabilisce le procedure e le modalità di allertamento del proprio sistema di protezione civile ai diversi livelli, regionale, provinciale e comunale; spetta poi al Sindaco, come primo responsabile di Protezione Civile e come miglior conoscitore delle possibili problematiche del suo territorio, a seconda del rischio e dei diversi livelli di criticità valutati, mettere in atto l’eventuale piano di emergenza.

I diversi gradi di allerta vengono indicati in tutto il mondo utilizzando una scala cromatica:

  • ALLERTA VERDE (criticità assente): nessuna situazione a rischio da segnalare
  • ALLERTA GIALLA (criticità ordinaria): riassume uno scenario di evento che prevede allagamenti di sottopassi, rigurgiti fognari, ma anche fenomeni critici localizzati, come frane, piene improvvise, colate di fango
  • ALLERTA ARANCIONE (criticità moderata): gli eventi previsti potrebbero provocare, in maniera diffusa, fenomeni di inondazioni, frane o colate di fango in contesti geologici critici
  • ALLERTA ROSSA (criticità elevata): prevede che inondazioni, frane o fenomeni estremi in generale siano numerosi e di maggiore entità ed estensione sul territorio

Per tutti e tre gli scenari critici sussiste il pericolo, anche elevato, per la sicurezza delle persone; per questo motivo sul sito della Protezione Civile è possibile consultare i comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo condizioni meteorologiche e atmosferiche particolarmente avverse.

 

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