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30.08.2019

Didattica della religione - Nuova cittadinanza, nuovo umanesimo

 

 

Insegnare religione oggi

Insegnare religione oggi significa tenere sempre presente il documento Traguardi per lo sviluppo delle Competenze e Obiettivi di Apprendimento dell’insegnamento della religione cattolica per la scuola dell’infanzia e per il Primo Ciclo d’istruzione – Integrazioni alle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione relative all’insegnamento della religione cattolica (Roma 11, febbraio 2010) a cura del servizio nazionale IRC della CEI.

Lo scenario che fa da cornice a tutto il documento è quello della società della conoscenza, della tecnologia e della globalizzazione, che è caratterizzata dalla rapidità e dalla imprevedibilità dei cambiamenti, nonché dall’incontro di culture diverse.

Ne derivano per la scuola alcuni compiti formativi fondamentali nei riguardi degli alunni: va assicurata da un lato una solida base culturale in relazione ai saperi e ai linguaggi; dall’altra lo sviluppo delle capacità di connettere e di dare senso alle proprie esperienze, di apprendere autonomamente, di reinventare e riorganizzare continuamente i propri saperi e le proprie competenze, di gestire la molteplicità delle proprie identità, di divenire attori nella costruzione di una società aperta al futuro. Il documento, in questa prima parte, mette al centro della formazione la persona attraverso una scuola in grado di dare risposte adeguate a ogni età, di fornire prospettive alle domande di senso che ogni persona via via esprime.

 

Le parole-chiave

Nell’ottica appena espressa le parole-chiave fondamentali sono sostanzialmente 2: nuova cittadinanzanuovo umanesimo, due punti di vista che sembrano essere molto diversi, ma che in realtà sono nel contempo strettamente connessi.

  • Nuova cittadinanza: nella società della conoscenza occorre che ogni persona possegga la chiave di accesso ai diversi ambiti culturali, ai diversi linguaggi, alle diverse modalità di comunicazione, per poter così esercitare a pieno i propri diritti.
    È importante che ogni persona sia capace di muoversi agevolmente da un tipo di comunicazione ad un altro: Internet, giornali, strumenti multimediali… forme di espressione artistiche, conoscenza scientifica… Solo il pieno possesso di strumenti culturali può realizzare pienamente i diritti civili.
  • Nuovo umanesimo, la sfida: coniugare una riforma della cultura e una riforma della scuola, in cui nessuna si realizzi senza l’altra. La scuola deve operare una vera riforma culturale, che non significa semplicemente aggiornarsi, ma significa lungimiranza, nuovo modo di fare cultura, nuova mentalità, nuovo modo di concepire la didattica e la ricerca.

 

La scuola diviene il luogo in cui i saperi scientifici e umanistici hanno l’occasione e il tempo di incontrarsi e di fecondarsi reciprocamente. Essa costruisce le basi per la visione del mondo e delle cose materiali e immateriali: da qui, ogni soggetto potrà con successo operare un lavoro continuo di differenziazione e di precisazione delle mappe cognitive costruite negli itinerari scolastici fin da piccoli.

Nell’IRC va soprattutto posta l’attenzione a un tipo d’insegnamento trasversale alle varie discipline e sempre più in ottica interculturale, inteso cioè come incontro e scambio di conoscenze tra culture diverse, in vista di un apprendimento ecumenico e interreligioso che la scuola dovrà assicurare nel contesto sociale europeo moderno (da qui il richiamo e il confronto continuo con le nuove otto competenze chiave identificate dal Parlamento europeo).

Non solo, ai bambini/e che frequentano la scuola primaria va offerta l’opportunità di sviluppare insieme alle dimensioni etico-religiose e cognitive soprattutto quelle relazionali, tenendo conto del loro bagaglio esperienziale e dello specifico ambiente socio-culturale in cui sono inseriti.

 

Competenze-chiave

A distanza di 12 anni, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato una nuova Raccomandazione sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che rinnova e sostituisce il precedente dispositivo del 2006. Il documento tiene conto da un lato delle profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali degli ultimi anni, dall’altro della persistenza di gravi difficoltà nello sviluppo delle competenze di base dei più giovani. Emerge una crescente necessità di possedere maggiori competenze imprenditoriali, sociali e civiche, ritenute indispensabili “per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti”.

 

Dalla lettura del testo, risultano apprezzabili soprattutto due aspetti:

  • l’insistenza su una più forte interrelazione tra forme di apprendimento formale, non formale e informale;
  • la necessità di un sostegno sistematico al personale didattico, soprattutto al fine di “introdurre forme nuove e innovative di insegnamento e apprendimento”, anche in una prospettiva di riconoscimento delle “eccellenze nell’insegnamento”.

In quest’ottica la religione cattolica è parte costitutiva del patrimonio storico, culturale e umano della società italiana; per tale motivo, nel rispetto della libertà di coscienza, è offerto a tutti in quanto opportunità preziosa per la conoscenza del cristianesimo e come radice della cultura italiana ed europea.

In tal senso l’IRC si propone come insegnamento che va oltre le personali scelte di fede: è una disciplina scolastica che ha un valore per la crescita della persona e la comprensione della realtà in cui siamo inseriti e si offre come strumento per la realizzazione di finalità educative e formative.

Un’ulteriore sottolineatura va fatta nei confronti della diversità intesa come un potenziale da valorizzare, perciò va ribadito che ciascuno, come persona, è se stessa, diversa. È l’insieme delle diversità che rende più ricca di umanità e di maturità una classe.

Questo principio deve far pensare a una didattica per la/le diversità, che consenta di operare un’analisi delle varie «diversità» esistenti nel contesto-classe e programmare percorsi didatticamente percorribili da ciascuno nella misura delle proprie capacità, abilità, potenzialità.

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