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30.08.2019

Cittadinanza e costituzione - Disciplina autonoma e trasversale

 

 

Origine

Il dibattito sull’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione nasce già nel 1958, con un documento intitolato “Programmi per l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica”.

Da allora, a più riprese, l’educazione alla cittadinanza compare nelle indicazioni ministeriali, dove si parla anche dell’opportunità di considerarla una disciplina autonoma con una propria dotazione oraria e con un voto distinto per tutti gli ordini e i gradi di scuola.

Anche a livello europeo, con l’avvio del Progetto ICCS 2009 (International Civic and Citizenship Education Study), terza indagine internazionale sull’educazione civica e alla cittadinanza promossa dalla IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement), si mette in evidenza l’importanza del tema per tutti gli ambiti scolastici.

 

Il progetto ICCS 2009

Il progetto ICCS 2009, cui partecipa anche l’Italia, si svolge contemporaneamente in quaranta Paesi in tutto il mondo e ha l’obiettivo di “identificare ed esaminare,

all’interno di una dimensione comparativa, i modi in cui i giovani vengono preparati per svolgere in modo attivo il proprio ruolo di cittadini in società democratiche”.

A oggi alcuni nodi dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione non sono ancora stati sciolti, ma le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 2012 ne mettono in evidenza l’importanza, gli obiettivi e i contenuti da sviluppare.

 

Gli obiettivi

Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto

di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola. […]

 

La Costituzione della Repubblica italiana

La scuola del primo ciclo include nel proprio curricolo la prima conoscenza della Costituzione della Repubblica italiana. Gli allievi imparano così a riconoscere e a rispettare i valori sanciti e tutelati nella Costituzione, in particolare:

  • i diritti inviolabili di ogni essere umano  (articolo 2);
  • il riconoscimento della pari dignità sociale (articolo 3);
  • il dovere di contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società (articolo 4);
  • la libertà di religione (articolo 8);
  • le varie forme di libertà (articoli 13-21).

 

Il diritto alla parola

Parte integrante dei diritti costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (articolo 21) il cui esercizio dovrà essere prioritariamente tutelato e incoraggiato in ogni contesto scolastico e in ciascun alunno, avendo particolare attenzione a sviluppare le regole di una conversazione corretta. È attraverso la parola e il dialogo tra interlocutori che si rispettano reciprocamente, infatti, che si costruiscono significati condivisi e si opera per sanare le divergenze, per acquisire punti di vista nuovi, per negoziare e dare un senso positivo alle differenze così come per prevenire e regolare i conflitti.

 

Si ricorda che la scuola è chiamata a educare alla cittadinanza attiva anche in base a quanto delineato dalle competenze del XXI secolo.

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