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01.09.2021

Viaggio nella storia della musica

 

 

 

Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Città Creativa della Musica Unesco, è un viaggio nella storia della musica europea, da compiere attraverso una vastissima collezione che include una sterminata serie di ritratti, preziosi cimeli e un nutrito corpus documentario di spartiti, partiture, libri e libretti d’opera.

La raccolta nacque nel XVIII secolo dal progetto del francescano Giambattista Martini (1706-1784), eruditissimo in campo musicale e insegnante di contrappunto, che decise di radunare una serie di ritratti di musicisti, compositori e teorici musicali oltre che una biblioteca di libri e spartiti di diverse epoche. Pur viaggiando pochissimo padre Martini, autore anche di una Storia della musica, incontrava nel convento bolognese di San Francesco numerose personalità del panorama musicale internazionale, in cui godeva di grande stima.

Durante l’estate del 1770 il colto frate fu insegnante di Wolfgang Amadeus Mozart, che era in procinto di sostenere l’esame di ammissione all’Accademia Filarmonica di Bologna, una delle più importanti d’Europa. Della prova, superata con successo il 9 ottobre dello stesso anno, il museo conserva due versioni del compito eseguito dal giovane Mozart: un manoscritto autografo con alcuni errori e un secondo foglio di mano del maestro Martini, con la stessa composizione emendata dagli sbagli; nella terza versione, quella ufficiale custodita all’Accademia (nonché l’unica conosciuta sino alla scoperta delle altre due nel 1858) l’allievo aveva recepito le correzioni, entrando così a far parte della prestigiosa istituzione. Del compositore austriaco fa bella mostra di sé nella terza sala anche il ritratto, insieme a quelli di molti altri celebri personaggi.

Ricchissima è la collezione di oltre 80 strumenti antichi, alcuni estremamente rari e particolari come il flauto polifonico seicentesco, la tromba marina – un monocordo di utilizzo liturgico nei conventi femminili, dal suono simile a quello di una tromba che nulla ha a che vedere con il mare (“marina” è una contrazione di “mariana”) – o la Buccina, trombone ante litteram la cui origine va fatta risalire alle fanfare dell’esercito romano, il che spiega la testa di drago dell’esemplare lionese esposto (1812-1845), che richiama la sua originaria funzione militare.

Tra i pezzi più prestigiosi vi è il Clavemusicum Omnitonum del 1606, uno strumento con 125 tasti disposti su 5 file diverse e 31 tasti per ottava che corrisponde al “clavicembalo perfetto” secondo le ricerche di Nicola Vicentino, maestro cembalaro che già intorno alla metà del XVI secolo costruì un cembalo a due tastiere in grado di produrre tutti i suoni descritti negli antichi trattati teorici greci.

Tra i moltissimi documenti il museo conserva anche il solo esemplare ancora esistente del primo spartito stampato della storia, l’Harmonice Musices Odhecaton A – una raccolta di chansons suonate nei salotti e nelle piazze – edito da Ottaviano Petrucci a Venezia nel 1501, e un manoscritto autografo del 1816 della prima romana de Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, che a Bologna nacque nel 1792 e intraprese nel 1806 gli studi, mai terminati, al Liceo Musicale; del compositore è esposto anche un pianoforte a coda Pleyel del 1844.

La ricostruzione del laboratorio del liutaio Otello Bignami mostra gli esiti più recenti della prestigiosa e radicata tradizione della liuteria bolognese, rappresentata nell’esposizione da alcuni liuti e da altri antichi strumenti; alla locale liuteria si deve l’invenzione del violoncello, ottenuto apportando modifiche alla viola da gamba.

Gli ambienti del Museo, ospitato nello splendida cornice di Palazzo Sanguinetti, grazie ad un recente progetto sono accessibili on-line con un completo virtual tour, che consente anche l’ascolto di brani musicali in corrispondenza delle varie tappe della visita, a cominciare da Io la musica son dall’Orfeo di Claudio Monteverdi, che accoglie all’ingresso.

Guarda il video con approfondimenti sul Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, in particolare sulle testimonianze di Mozart e Farinelli, considerato il più grande cantante della storia:

 

 

Attività

 

Clicca qui per ascoltare il podcast con alcuni brani estratti da l’Harmonice Musices Odhecaton commentati dal musicologo Massimo Acanfora Torrefranca, con un approfondimento su Ottaviano Petrucci e sul metodo di stampa della musica polifonica: