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01.09.2021

Il tango rivoluzionario di Astor Piazzolla

 

 

Il 2021 è l’anno del centenario dalla nascita Astor Piazzolla (1921-1992), musicista e compositore nato l’11 marzo 1921 a Mar del Plata, in Argentina, da genitori di origini italiane. Il suo contributo è stato fondamentale per l’evoluzione del tango da espressione di cultura popolare a vera e propria forma d’arte, rinnovandone le sonorità tradizionali con elementi da altri generi musicali – come il jazz e la musica da camera – e introducendovi l’improvvisazione, dando vita al cosiddetto “Nuevo Tango”.

La storia di Piazzolla ha inizio a New York, dove la sua famiglia si trasferisce quando ha quattro anni; nella Grande Mela respira il jazz, compie i primi studi musicali con il maestro Bela Wilda, allievo del grande compositore e pianista Rachmaninov, e compone a undici anni il suo primo tango: il padre Vicente (detto “Nonino”), originario di Trani, stabilitosi come barbiere nell’East Side di Manhattan, gli ha regalato un bandoneón usato, di cui Astor diviene un virtuoso. Si tratta di una sorta di piccola fisarmonica a due maniche, messa a punto da un ingegnere tedesco alla metà del XIX secolo per accompagnare le processioni religiose nelle chiese luterane; giunto insieme con i marinai in Argentina, il bandoneón diviene lo strumento principale del tango, una musica caratterizzata da uno stretto legame con il ballo, fortemente drammatica, con influenze afroamericane, in cui si fondono il tema della nostalgia della propria terra e quello delle sofferenze amorose.

Nel 1934 il giovane musicista incontra un assoluto protagonista del tango a livello internazionale: Carlos Gardel, che ne intuisce il prodigioso talento e lo fa ingaggiare come comparsa nel musical El dìa que me quieras di John Reinhardt. Una volta tornato in Argentina, nel 1936, Astor Piazzolla si appassiona sempre più alla musica tanguera, e si avvicina all’orchestra del più grande bandoneista di tutti i tempi, Anibal Troilo detto “Pichuco”, entrandone a far parte in modo fortuito grazie all’assenza di un musicista.

Nel dopoguerra forma la sua prima “Orquesta Típica” e tenta la via della composizione classica; sarà tuttavia decisivo l’incontro con la compositrice e direttrice d’orchestra Nadia Boulanger al Conservatorio di Parigi, dove ottiene una borsa di studio, per fargli comprendere che la sua strada definitiva è il tango: avvierà nel genere una rivoluzione, fatta di contaminazioni e sperimentazione, approdando ad una musica, per sua stessa definizione, “da camera, popolare, che ha origine nel tango e può assumere molti volti diversi […]. Posso usare una poliritmia, un bitonale o un tritonale, ma non vado oltre, per mantenere sempre un senso ritmico. Mantengo una swing di fondo e la parte alta la orno con la musica. Poi lavoro sull’armonia, sui controtempi, sul contrappunto fra due o tre strumenti”.

 

 

Clicca qui per guardare il video in cui Astor Piazzolla suona Adiós Nonino, dedicata al padre scomparso nel 1959.

 

Lo stravolgimento della tradizione e la lunghezza e la complessità delle partiture, troppo difficili per le sale da ballo, suscitano disapprovazione nei connazionali “puristi” del tango argentino classico; le critiche non impediranno il grande successo internazionale del compositore, che si stabilisce a Parigi e soggiorna spesso in Italia.

Nella Penisola si moltiplicano le collaborazioni con musicisti, cantanti – tra cui Milva e Mina – e registi; italiana è la genesi del suo album più celebre e rivoluzionario, per l’uso  di strumenti non presenti nel tango tradizionale come l’organo Hammond e la chitarra elettrica: Libertango, inciso nel 1974 a Milano con un gruppo di musicisti tutto “Made in Italy” – che include Tullio De Piscopo alla batteria e Pino Presti al basso elettrico – e prodotto da Aldo Pagani.

 

Clicca qui per guardare il video con la performance di Astor Piazzolla in una rivisitazione del brano Libertango, tratto dall’omonimo album, durante una tournée europea del 1977.

 

Tra le oltre cinquanta colonne sonore scritte da Piazzolla per il cinema vi è quella del 1984 per il film Enrico IV di Marco Bellocchio; guarda i video di due diverse versioni del brano Oblivion tratto dalla pellicola:

  

 

  • La cantante Milva (1939-2021), recentemente scomparsa, è stata tra le interpreti italiane più legate al genere del tango e in particolare a Piazzolla, alla cui opera ha dedicato una intera tournée negli anni Novanta; nel 2000 ha partecipato all’album Hotel Astor, composto da versioni strumentali dei brani del compositore argentino.

Clicca qui per guardare il video di un duetto tra i due artisti.

 

 

Approfondimenti

 

  • Il centenario di Astor Piazzolla è stato celebrato anche al cinema dal regista Daniel Rosenfeld con il documentario “Piazzolla, la rivoluzione del tango”, in cui il figlio Daniel, che ha spesso accompagnato le performance del padre con il sintetizzatore, ha contribuito a rievocarne l’avventura umana e musicale. Clicca qui per guardare il video con la presentazione del documentario.

 

 

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