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16.09.2021

Le “altre parole” di Jhumpa Lahiri

 

Nata a Londra da genitori indiani, che all’età di due anni la portano a vivere negli Stati Uniti, Jhumpa Lahiri è autrice di varie opere in lingua inglese come le raccolte di racconti L’interprete dei malanni (1999, che le vale il Premio Pulitzer per la narrativa l’anno seguente) e Una nuova terra (2008) o i romanzi L’omonimo (2003) e La moglie (2013).

La sua passione per l’italiano la porta a Roma, dove vive per tre anni insieme alla sua famiglia, e inizia a raccontare in italiano il suo percorso di scoperta della nostra lingua e della nostra letteratura, prima sulle pagine del settimanale “Internazionale” e poi nel primo romanzo in italiano, In altre parole, pubblicato dall’editore Guanda nel 2015.

Tra le sue due lingue-madri, il bengalese e l’inglese, Jhumpa Lahiri cerca una terza via nell’italiano, che descrive come lingua del desiderio, del colpo di fulmine, della libertà creativa che nasce proprio dal sentirsi stranieri, visto che «dal punto di vista creativo non c’è nulla di più pericoloso che la sicurezza».

Dove mi trovo (Guanda 2018), rappresenta un’ulteriore evoluzione della complessa relazione della scrittrice con la lingua italiana: scritto in italiano, il libro viene infatti tradotto in inglese dalla stessa Lahiri con il titolo di Whereabouts. A novel nel 2021. In un interessante articolo consultabile tra i materiali scaricabili l’autrice descrive il processo di autotraduzione come una riscrittura che mette nuovamente in gioco tutti i pensieri, le idee e le emozioni che hanno dato vita, la prima volta, al libro originale.

 

Leggi gli estratti:

  • La rinuncia [la_rinuncia.pdf]
  • Traduttrice di me stessa [traduttrice_di_me_stessa.pdf]

 

Consulta le schede dei libri:

 

Ascolta gli approfondimenti:

 

Spunti di riflessione

A corollario della lettura degli estratti proposti suggeriamo la visione di alcuni video (e l’ascolto di un audio) in cui Lahiri spiega il suo rapporto con la lingua, anzi con le sue varie lingue, con la scrittura e con il desiderio.

Una discussione collettiva in classe potrà inoltre riflettere sulla ricerca consapevole di un senso di straniamento rivendicata dall’autrice, ma anche sulla letteratura come viaggio nella lingua e più in generale sulla condizione di nomadismo, spostamento continuo, estraneità perenne, che può essere metaforica oppure reale.

Per un approfondimento sia del genere autobiografico, praticato dall’autrice nelle sue opere, sia del testo narrativo in generale, mettiamo infine a disposizione degli studenti due specifici video compresi nella playlist di Italiano ss1 – Antologia del canale YouTube di HUB Scuola.

 

Guarda i video:

 

Ascolta l’audio:

 

Guarda i video sul canale YouTube di HUB Scuola:

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