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08.04.2021

Lo zodiaco nell’arte del Medioevo

 

 

Il tema dei segni zodiacali è ricorrente nell’arte del Medioevo europeo, specialmente negli edifici di culto, scolpito sulle facciate e sui capitelli, miniato nei codici manoscritti, oppure raffigurato negli affreschi, nelle vetrate o in complessi mosaici pavimentali.

Più tarda rispetto alla rappresentazione circolare dello zodiaco, la raffigurazione dei dodici segni fece la sua comparsa in epoca ellenistica, dal II secolo a.C., risultante dalla probabile fusione di alcuni elementi propri del mondo greco con altri di ambito mesopotamico ed egiziano; dalla sfera del mito il tema passò nel contesto greco-romano ad assumere anche un valore religioso, in quanto rappresentazione dell’eterno e della perfezione.

Nella tarda antichità, durante il processo di evangelizzazione, il Cristianesimo fece propri molti elementi del precedente sostrato culturale e religioso, risemantizzando il repertorio noto di immagini in modo che i simboli potessero essere reinterpretati in chiave cristiana, al fine di rendere più comprensibile ai fedeli la nuova dottrina.

Così fu anche per l’astrologia, dapprima duramente condannata dal Concilio di Laodicea nel 320 d.C., e poi entrata a pieno titolo a far parte della cultura cristiana. È emblematico in tal senso un sermone di Zeno, Vescovo di Verona tra 360 e 380 d.C. circa, noto come “Sermone dello Zodiaco” (De duodecim signis), in cui si ravvisa nell’eterno ciclo zodiacale un’allusione alla storia di salvezza del Cristianesimo, spesso sovrapponendone o sostituendone i segni con figurazioni bibliche e smorzandone eventuali connotazioni negative.

Nei secoli successivi la simbologia astrologica ebbe vastissima diffusione, soprattutto in abbinamento alle raffigurazioni dei lavori dei mesi. Il passaggio a questo nuovo sistema rappresentativo iniziò presumibilmente in epoca carolingia, alla quale risalgono alcuni manoscritti come il Codice lat. 387 della Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, un compendio astrologico-computazionale, miniato nell’abbazia benedettina di San Pietro a Salisburgo tra 810 e 818, in cui una pagina con le personificazioni dei mesi (f. 90v) intente ad attività agresti precede una rassegna di segni zodiacali e astri che illustra il testo del De ordine ac positione stellarum in signis (ff. 117r-120v).

La fortuna del tema crebbe a partire dal XII secolo, in seguito alla rivalutazione da parte della Chiesa del lavoro manuale che, dopo secoli di disprezzo in favore di un ideale di vita contemplativa, venne riconosciuto come fondamentale pilastro per il sostentamento della società nonché mezzo per accedere alla salvezza eterna; l’abbinamento tra le occupazioni dell’uomo e i segni zodiacali rispecchia una concezione ciclica del tempo, il cui scorrere è percepito e misurato in base al moto degli astri e all’avvicendarsi delle stagioni.

Tra i più importanti e antichi esempi scultorei di carattere zodiacale in Italia vi è quello del Portale dello Zodiaco alla Sacra di San Michele in Val di Susa, databile tra secondo e terzo decennio del XII secolo e opera di uno dei maggiori maestri del Romanico, Nicholaus.

Il grande architetto e scultore raffigurò lo zodiaco anche sull’archivolto del portale maggiore della Cattedrale di Piacenza a partire dal 1122, strettamente legato alle sculture della Sacra. In territorio piacentino nel XII secolo si riscontra peraltro una particolare concentrazione di cicli zodiacali: il mosaico pavimentale della Basilica di San Savino e quello dell’Abbazia di San Colombano a Bobbio, in cui ai segni si associano i rispettivi lavori dei Mesi, e nelle miniature del Liber Magistri del Capitolo della Cattedrale (Cod. 65).

 

Guarda i video:

  • Il portale dello Zodiaco – Puntata 10
  • Liber magistri – La produzione editoriale del XII secolo

Alla seconda metà del secolo risale un altro dei più importanti esempi musivi sul tema, quello della Cattedrale di Otranto (1163-1165), mentre più tardi sono i celebri Cicli dei Mesi di Benedetto Antelami per le Cattedrali di Cremona (fine XII – inizi XIII secolo) e Parma (inizi XIII) e quello dell’anonimo Maestro dei Mesi della Porta dei Pellegrini della Cattedrale di Ferrara (1225-1230).

 

Attività

La rappresentazione segni zodiacali è molto diffusa anche in Europa. Con una breve ricerca sarà possibile costruire una sorta di “mappa europea dello zodiaco” confrontando i cicli italiani ed europei per evidenziare affinità e differenze stilistiche e iconografiche.

Del tutto particolare e raro è quello della chiesa abbaziale di Sainte-Foy a Conques, in cui si fondono elementi della zoologia fantastica e della cultura ermetica, come ha messo in luce Enzo Albrile, Storico delle religioni del mondo antico, in un contributo nella «Rivista di Studi Indo-Mediterranei» del Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, “Lo Zodiaco di Santa Fede.

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