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12.09.2019

Videolezioni con l'autore Stefano Prandi - Boccaccio, il piacere di raccontare e il racconto del piacere

 

Nelle videolezioni di Letteratura italiana, Stefano Prandi ci offre una chiave di lettura per la comprensione e l’interpretazione dei grandi autori.

In questo articolo proponiamo la lezione dedicata a Giovanni Boccaccio, seguita da un sintetico commento.

 

Un’inedita visione laica del mondo

Giovanni Boccaccio scrive il primo grande libro di narrativa della letteratura neolatina, il Decameron, che diverrà modello della successiva narrativa in lingua volgare, soppiantando i precedenti tentativi, ancora legati all’illustrazione morale caratteristica del genere degli esempi (exempla). Esso porta a perfezionamento l’arte del racconto, creando un’opera che non ha nulla da invidiare all’ampiezza e alla complessità della Commedia dantesca.

 

Il primo grande libro di narrativa in Europa

Il Decameron offre uno straordinario affresco della società comunale e cortese trecentesca, dove i valori moderni e propri dell’emergente borghesia mercantile si mescolano a quelli propri dell’antica aristocrazia cavalleresca, ormai in declino. Boccaccio concentra la sua attenzione sulla vita degli uomini, intrecciando storie tragiche e comiche, dominate dalle forze della natura, che gli uomini affrontano con astuzia o con ingenuità, combattendo la fortuna avversa con le sole forze del proprio ingegno più che affidarsi all’aiuto divino. La laicità del Decameron si esprime proprio nella sua rappresentazione, senza pregiudizi, delle contraddizioni umane, e affida un grande messaggio di speranza per i lettori di ogni tempo: la felicità, che l’uomo insegue costantemente, può essere raggiunta in questo mondo.

 

Il Decameron, esempio di letteratura mediana

Il Decameron è il frutto di una stagione di sperimentazioni giovanili, di un lungo esercizio di sintesi di modelli classici e romanzi, nonché del patrimonio della letteratura cristiana: un equilibrio originale tra antico e moderno che ha condotto Boccaccio a fondare, con la sua raccolta di novelle, un’opera mediana che costituisce un felice equilibrio tra l’esaltazione del piacere delle opere giovanili e il rigore morale di quelle della vecchiaia. Al suo centro, la natura umana in tutti i suoi aspetti, i suoi pregi e difetti. Né tale scrittura ha un puro fine di evasione, ma acquisisce un valore esemplare come illustrazione di modelli di comportamento in ambito morale.