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02.12.2020

Jojo Rabbit

 

Jojo rabbit, protagonista ai premi Oscar del 2020, riporta al cinema una nuova lettura del nazismo in chiave comica e leggera. Il film, tratto dal romanzo Come semi d’autunno di Christine Leunens, racconta attraverso gli occhi di un ragazzino e in maniera divertente e leggera il fenomeno dell’indottrinamento politico nei confronti dei più piccoli, plagiati dalla propaganda del regime nazista. Il protagonista è infatti Johannes “Jojo” Betzler, un impacciato ragazzino di 10 anni che vive in una tipica piccola cittadina tedesca, particolarmente sensibile alla propaganda che lo circonda tanto da sembrare un vero e proprio fanatico. Per affrontare le sue insicurezze e le difficoltà del mondo esterno Jojo si rivolge e si confida con un amico immaginario piuttosto anticonvenzionale: una versione demenziale e infantile del suo eroe Adolf Hitler, interpretato dallo stesso regista Waititi.

Il piccolo Jojo comincia però a porsi molte domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato soprattutto nel campo di addestramento della Jungvolk, la Gioventù Hitleriana, quando scopre che la madre nasconde in soffitta Elsa, una ragazza ebrea. Nonostante gli assurdi e strampalati pregiudizi iniziali di Jojo, tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e soprattutto a mettere in dubbio gli insegnamenti relativi al nazismo che gli sono stati impartiti.

 

L’operazione di reinterpretazione di questo periodo storico da parte di Waititi è interessante per la capacità di evidenziare gli aspetti più assurdi e insensati di una società in preda dell’intolleranza e dell’odio cieco indotti dalla propaganda nazista. Come nella miglior tradizione satirica, dopo la risata lo spettatore viene invitato a riflettere e soprattutto a non dimenticare gli orrori prodotti dal fanatismo, dalla brutalità e dall’insensatezza della guerra.

 

 

 

  • Regia: Taika Waititi
  • Genere: commedia, drammatico
  • Interpreti: Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Scarlett Johansson, Sam Rockwell
  • Produzione: Germania, Stati Uniti 2019

 

 

Attività didattiche

 

  • «Se riesci a ridurre Hitler a qualcosa di ridicolo, hai vinto»: questa frase del regista americano Mel Brooks si collega perfettamente alle intenzioni che stanno dietro al personaggio di Hitler come viene rappresentato nel film. Fin dagli anni Quaranta Hitler e in generale il nazismo sono stati oggetto di parodia e satira nel cinema. Fai una ricerca su altri registi e film che hanno rappresentato Hitler e il nazismo al cinema attraverso la commedia e soprattutto la caricatura. Perché ti fanno ridere? Quali sono gli atteggiamenti che puoi definire grotteschi? Quali elementi e meccanismi del sistema nazista sono maggiormente derisi?
  • All’inizio del film il piccolo fanatico Jojo non vede l’ora di unirsi alla Jungvolk, la Gioventù Hitleriana, per sentirsi finalmente importante e soprattutto per sentirsi membro di un gruppo. All’interno della strutturata organizzazione nazista viene dedicata una particolare attenzione all’educazione e all’indottrinamento dei giovani tedeschi attraverso la costituzione di numerose organizzazioni giovanili. Fai una ricerca sulla Gioventù Hitleriana riflettendo inoltre sui pericolosi effetti che possono avere fin dall’infanzia la necessità e la volontà di appartenere ad un gruppo e in generale di sentirsi inclusi.
  • Per affrontare le difficoltà e le ostilità del mondo reale, il protagonista Jojo si rivolge ad un amico immaginario che ha il volto di Adolf Hitler. Si tratta di un preciso espediente narrativo utilizzato nel mondo del cinema per raccontare e far conoscere al pubblico il mondo interiore di un personaggio. Secondo te è una tecnica efficace per esplicitare i pensieri e i dubbi del protagonista e per rendere partecipe lo spettatore del suo percorso di crescita? Conosci altri esempi di amico o personaggio immaginario in cinema o in letteratura?

 

 

 

Discussione in classe

 

  • Nel film i bizzarri personaggi e le comiche vicende legate al campo di addestramento della Jungvolk fanno il verso ad una realtà storica molto più complessa, quella della propaganda nazista. Hitler e il suo ministro della propaganda Goebbels sono stati infatti capaci di avvalersi dei mezzi di comunicazione di massa moderni per manipolare istinti e sentimenti con lo scopo di creare masse obbedienti, acritiche e piene di odio e pregiudizi. Rifletti su quali possono essere gli strumenti per resistere e opporsi a questo genere di propaganda politica. Come punto di partenza guarda il cortometraggio Don’t be a sucker al piede di questo articolo, manifesto antifascista e antirazzista realizzato dal Dipartimento della guerra degli Stati Uniti nel 1943 con l’intenzione di spiegare alle forze armate, e successivamente a tutti gli americani, come non cadere nella “trappola” del fascismo. Rifletti sulle strategie e sulle argomentazioni del discorso di odio e di intolleranza pronunciato dall’oratore. Quali sono i potenziali pericoli per l’America e in generale per la democrazia?

 

  • Jojo rabbit attraverso la commedia e la caricatura di situazioni e personaggi si prende gioco del nazismo. Si tratta di una satira, genere letterario e cinematografico che attraverso la risata, il paradosso e la deformazione della realtà induce il lettore o lo spettatore a riflettere sulle assurdità della società, della politica e in generale dell’essere umano. Nella Costituzione italiana si parla di diritto di satira come espressione della libertà di pensiero e di creazione artistica, realizzata per esempio attraverso caricature e vignette. Esistono determinati argomenti o episodi – ad esempio l’Olocausto o in generale la religione – dei quali sembra più difficile e delicato parlare con ironia e sarcasmo, con il rischio talvolta di denuncia e di censura. Secondo te esistono dei limiti entro cui è possibile fare satira oppure credi che si possa fare ironia su tutto?

 

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