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23.03.2021

Dall'Inferno al Paradiso: l'escape room ultraterrena!

 

 

 

Proprio per inseguire la felicità auspicata da Borges nel Prologo alle sue note sulla Commedia e per celebrare l’invenzione dantesca, proviamo a onorare questo importante Dantedì (il 700° anniversario della morte del poeta) con un gioco: una escape room.

 

Il meccanismo dell’escape room è semplice: il giocatore deve cercare di uscire da una “stanza” in cui si trova rinchiuso, e per farlo dovrà ottenere un “codice” di sblocco risolvendo alcuni quesiti.
Nel nostro caso, si tratta di portare Dante fuori da ogni regno e di recuperare un oggetto perduto: la penna alla fine dell’Inferno e poi la pergamena nel Purgatorio e ancora la corona d’alloro nel Paradiso.

Il gioco-quiz si basa sulla lingua dantesca. L’impostazione non è però quella usuale e dunque storico-grammaticale o stilistico-letteraria; qui si prova a giocare, in modo intelligente, con le parole: falsi amici e malapropismi, neologismi e neoformazioni, latinismi.
Abbiamo giocato. Ma lo abbiamo fatto con rigore, avendo sempre in mano un prestigioso vocabolario come il Devoto-Oli.
Sarà proprio questo impegno e questo piacere delle parola esatta che farà dire al grande scrittore norvegese Olof Lagercrantz che l’inusuale sfida di Dante fu “scrivere come Dio”.

Ma c’è di più. Ciascuna tappa del gioco ci incuriosisce con altri elementi del “più grande di tutti i poemi”: la geografia e i grandi personaggi nell’Inferno, la cultura visiva (imagery) nel Purgatorio, l’astronomia nel Paradiso.

 

Ogni “stanza” ha naturalmente la sua scenografia. Celebriamo dunque Dante insieme a tre grandi artisti: tre voci del Novecento, tre nazionalità, tre stili differenti, tre diversi specchi della sensibilità moderna.
Le illustrazioni surreali e disturbanti di Salvator Dalì (1904-1989), realizzate nel 1965 in occasione del 700° anniversario della nascita di Dante, accompagnano il giocatore attraverso gli abissi dell’Inferno.
L’avventura nel Purgatorio è segnata invece dalle delicate immagini “neoclassiche” dell’illustratore Amos Nattini (1892-1985), che proprio un secolo fa ha illustrato l’intera Divina Commedia, in occasione del 600°anniversario della morte del Poeta.
Sempre nel 1921, un altro artista offre la propria “visione” dantesca: Franz Von Bayros (1866-1924), artista decadentista e vicino all’Art Nouveau, illustra con toni sognanti l’ascesa tra i cieli del Paradiso.

 

 

Alla fine, si tratta di un modo, valido come un altro, per avvicinarsi alla lettura di un’opera così imponente.
Con una piccola cautela, che prendiamo a prestito da Giorgio Manganelli:

Dante è un enigmatico, e almeno una volta accettiamolo per quel che è. Ha i suoi motivi per non farsi capire subito, e qualche volta per essere assolutamente impenetrabile. È una corsa stremante tra luci e tenebre, stelle, lune, soli, misteriosi frammenti di edifici regali e sacri, con mutile, occulte scritte. Il percorso è talora nitido, geometrico; talora è paludoso, è uno strisciar tra cunicoli ed antri. Non capire è importante.

 

Dante’s Escape – Part I

 

 

 

Dante’s Escape – Part II

 

 

 

Dante’s Escape – Part III

 

 

 

 

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