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02.07.2019

Bancarella 2017 - M. Strukul "I Medici"

Di Michele Chighizola

 

Primo capitolo di una trilogia dedicata alla famiglia fiorentina che ha fatto la storia del Rinascimento, I Medici di Matteo Strukul è il romanzo vincitore del Premio Bancarella 2017.

Specializzato in opere di genere thriller (La giostra dei fiori spezzati, 2014; La ballata di Mila, 2011; Cucciola d’uomo, 2015) e fantasy (I cavalieri del nord, 2015), Matteo Strukul è uno scrittore poliedrico, che sa unire tematiche pulp moderne con una scrittura che deve molto alla tradizione del romanzo popolare. Con la trilogia sui Medici, l’autore ha affinato il proprio stile, aprendosi all’epica avventurosa di ambientazione storica.

Il primo dei tre capitoli, I Medici – un grande romanzo storico, uscito per Newton Compton Editori e vincitore del Bancarella, si apre nella Firenze nel 1429, quando il vecchio Giovanni De’ Medici muore improvvisamente, lasciando la città in mano ai figli Cosimo e Lorenzo. Riflessivo e amante delle arti il primo, uomo d’azione pragmatico il secondo, i due giovani ereditano dal padre l’amore per l’architettura, la pittura e l’arte e contemporaneamente portano avanti l’ampliamento del potere finanziario di Firenze. Sulla loro strada trovano insidiosi nemici interni come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, temibili mercenari svizzeri come Schwartz, onorevoli rivali come Francesco Sforza e donne tanto affascinanti quanto letali. Al termine del primo romanzo della saga, dopo conflitti, intrighi, peripezie e omicidi, Firenze è diventata una grande capitale finanziaria, resa ancora più maestosa dalle opere di Filippo Brunelleschi.

Caratterizzato da una prosa barocca e adrenalinica, I Medici di Matteo Strukul è un riuscito prodotto editoriale, che riesce nel non semplice obiettivo di fondere intrattenimento di genere con una diligente ricerca storica. Se il cocktail di intrighi, omicidi e sesso guarda senza paura a prodotti audiovisivi di massa come Game of Thrones – Il trono di spade, la rievocazione del Rinascimento italiano è un ottimo esempio di divulgazione storico-romanzesca. L’epoca contraddistinta dal trionfo dell’arte e dell’architettura, dai sovrani mecenati, dalla separazione machiavellica della politica dall’etica, dalle infinite guerre tra famiglie nobiliari italiane, dall’inizio della fine del potere della Chiesa sulle anime e – non ultima – dalla nascita di piccoli proto-stati regionali è descritta dallo scrittore italiano con innegabile talento e capacità di sintesi simbolica.

Cosimo e Lorenzo De’ Medici, Francesco Sforza, Rinaldo degli Abizzi, con la loro ambizione e il loro disincanto, sono perfetti esempi di quel “Principe” che Niccolò Machiavelli teorizzò più tardi nel 1532. Il mercenario svizzero Schwarz è una rappresentazione romanzata della professionalizzazione (senza ideali) della guerra che si affermò durante quell’epoca, come peraltro raccontato in modo riuscito nel film Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi. E ancora, l’amore incondizionato per l’arte dei signori italiani, lo slancio creativo ai limiti della follia di Filippo Brunelleschi, la peste nei vicoli di Firenze, le battaglie in Lunigiana e Garfagnana, tutto contribuisce in modo efficace alla creazione di una riuscita cartolina del Rinascimento italiano in versione action-avventurosa.

 

Approfondimenti

  • “In Italia […] per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù.” Questa la celebre frase pronunciata da Orson Welles ne Il Terzo Uomo (1949). Commenta brevemente la riflessione del personaggio cinematografico. L’arte nasce dai conflitti?
  • Cos’era il Consiglio dei Cento? Chi lo istituì a Firenze?
  • Visualizza qui un’analisi breve e interessante delle motivazioni che hanno portato alla vittoria del Premio Bancarella de I Medici di Matteo Strukul.

Vedi anche