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29.08.2019

Il cyberbullismo

 

 

Socrate raccomanda a Critone: ‘Tu sai bene che il parlare scorretto non solo è cosa per sé sconveniente, ma fa male anche alle anime’ (Platone).

 

Con la Legge 71/2017 (Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo) lo Stato ha inteso intervenire su un fenomeno odioso, perfezionando quanto già disposto dalla Legge 107/2015 che aveva introdotto, tra gli obiettivi formativi prioritari, lo sviluppo della competenza digitale degli studenti nelle modalità e con gli strumenti individuati dal Piano Nazionale Scuola Digitale. Con il contributo del 2017, il Legislatore chiede alla Scuola di strutturare un’azione ad ampio spettro che comprenda «la formazione del personale, la partecipazione di un proprio referente per ogni autonomia scolastica, la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, la previsione di misure di sostegno e di rieducazione dei minori coinvolti».

Il Miur ha emanato nell’ottobre del 2017 un aggiornamento delle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo. E, fatto più meritorio, ha attivato due iniziative preziose: Generazioni connesse e NoiSiamoPari.

Sostenuta dalla Commissione Europea e da numerose istituzioni governative e realtà private, Generazioni connesse e il relativo portale mirano a fornire alle istituzioni scolastiche una serie di strumenti  didattici,  tra  cui  merita una menzione specifica il percorso formativo dedicato a tutte le figure che gravitano intorno al mondo della Scuola (insegnanti, bambini/e, ragazzi/e, genitori, educatori). Il progetto si segnala — rispetto a molti altri  esperimenti — per essere riuscito a individuare un linguaggio capace di parlare agli studenti.

In occasione del lancio del Piano nazionale per l’educazione al rispetto è stato poi intrapreso il rinnovo del portale NoiSiamoPari: qui saranno resi disponibili materiali didattici e proposte di percorsi formativi pensati — ancora una volta — per insegnanti, studenti e famiglie per avviare attività di contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni. È bene sapere che, per dare concretezza a questo ambizioso Piano, è stato definito uno stanziamento di 8,9 milioni di euro: 900.000 per l’ampliamento dell’offerta formativa, 5 milioni (fondi PON) per il coinvolgimento di 200 scuole nella creazione di una rete permanente di riferimento su questi temi e infine 3 milioni per la formazione del corpo docente.

Oltre quanto detto finora, occorre ricordare che la Scuola sola sa fornire un altro strumento di prevenzione e salvaguardia: l’educazione linguistica. 

«Quando manca la capacità di nominare le cose e le emozioni, manca un meccanismo fondamentale di controllo sulla realtà e su sé stessi», ricorda Gianrico Carofiglio nel suo intelligentissimo La manomissione delle parole.

E ancora: «I ragazzi sprovvisti delle parole per dire i loro sentimenti di tristezza, di rabbia, di frustrazione hanno un solo modo di liberarli e liberarsi di sofferenze a volte insopportabili: la violenza fisica. Chi non ha nomi per   la sofferenza la agisce, la esprime volgendola in violenza, con conseguenze spesso tragiche».

 

Lo sapevi che? 

  • Il termine cyberbullying è stato coniato dal docente canadese Bill Belsey nel 2002.
  • Puoi usare la mail bullismo@istruzione.it per eventuali segnalazioni.

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