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05.06.2019

Austerlitz

Di Michele Chighizola

Alla presentazione del film alla Mostra di Venezia 2016, rievocando la sua visita ad un campo di sterminio, il regista Loznitsa ha affermato: “Provavo disagio nello stare in quel luogo senza sapere come comportarmi. La visita del campo ti forniva un sacco di informazioni tecniche sull’organizzazione del campo e sull’assetto dei forni crematori e delle camere a gas, ma ti dava poco in termini di riflessione sulla tragedia, di redenzione e catarsi: quello che pensavo dovesse essere l’essenza della visita. È questo il modo per commemorare e piangere migliaia di vittime innocenti? Domande che sono rimaste a lungo nella mia testa. Ho girato Austerlitz nel tentativo di trovare una risposta.” Ispirato all’omonimo libro sull’Olocausto W.G. Sebald e composto da una serie di piani sequenza in bianco e nero che riprendono in modo apparentemente oggettivo i visitatori del campo, Austerlitz riesce a riflettere sulla memoria e su quali siano gli strumenti più rispettosi per coltivarla con grande delicatezza e sensibilità. Distribuito in Italia e in Europa in occasione della giornata della memoria.

Regia: Sergei Loznitsa

Genere: documentario

Durata: 94 minuti

Produzione: Germania

Uscita: 25 gennaio 2017

 

Sinossi

In Europa esistono tantissimi ex campi di concentramento visitabili. Auschwitz, Birkenau, Mauthausen, Dachau sono luoghi aperti al pubblico, dove ogni anno centinaia di migliaia di persone entrano e osservano quello che fu, probabilmente, il più grande orrore della Storia. Il regista ucraino Sergei Loznitsa si è recato presso l’ex lager di Sachsenhausen, in Germania, e ha filmato il comportamento dei visitatori dentro il campo. Tra risate, selfie, abbuffate di noccioline e sguardi rilassati, l’esperienza della visita di un campo di sterminio al giorno d’oggi sembra essere diventata un’attrazione turistica, o peggio, un luna park. Il film riprende un’intera giornata dentro il campo di Sachsenhausen con camera fissa e senza musica, raccontando semplicemente il comportamento dei turisti. Senza giudicare e lasciando parlare le immagini, il documentario si pone la domanda: “È possibile celebrare la memoria nell’epoca del turismo di massa?”

 

Approfondimenti

  • Il titolo del film è un omaggio ad un famoso romanzo contemporaneo, Austerlitz di W.G. Sebald. Di cosa parla? Fai una ricerca sul web.
  • Il titolo è anche un riferimento ad una famosa battaglia: quale?
  • Come raccontare la Shoah? I cineasti se lo domandano da decenni. Leggi la famosa stroncatura di Jacques Rivette ai danni di Kapò di Gillo Pontecorvo.
  • Cani neri, romanzo di Ian McEwan, affronta il medesimo argomento del film: come comportarsi durante una visita ad un ex campo di concentramento? Se ne consiglia la lettura.

 

Discussione in classe

La visita di massa ai campi di concentramento è definita “turismo” dal regista. Siete d’accordo? Cosa ne pensate del comportamento dei visitatori contemplabile nel film?

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