Ricerca

08.07.2019

Il “libro scandaloso” di Pierre Charron

Di Tullio Gregory

 

La Sagesse di Charron è un testo ben presente nella cultura libertina del Seicento, di cui svolge in maniera esemplare alcuni temi. Quest’opera trae spunto da Montaigne ma contiene anche il riferimento a tutta una tradizione rinascimentale, da Machiavelli in avanti, e – facendo dell’esercizio del dubbio il punto centrale del pensiero filosofico – sembra rispecchiare un grande momento di crisi della metafisica.

Contro i suoi detrattori dogmatici, i quali ritengono che la condizione di incertezza sia caratterizzata da infelicità, Charron propone il dubbio come “certezza delle certezze” e delinea una prospettiva che, aprendosi a punti di vista diversi (quelli che venivano scoperti nel Nuovo Mondo e in Estremo Oriente), garantisce quella piena libertà in cui si realizza la saggezza.

Accanto all’esperienza e valorizzazione della diversità, con tutta la carica dirompente cui si è fatto cenno, è profondo in Charron il senso della distinzione, anzi della divaricazione fra sfere diverse di esperienza, di atteggiamenti e di comportamenti. Significativa la prefazione della Sagesse ove Charron precisa essere suo intento – nella polemica contro le opinioni comuni universalmente accolte – formare l’uomo non «per il chiostro» ma «per il mondo», «per la vita civile»; non per essere teologo o predicatore, ma far uso della «libertà accademica e filosofica»; di avere come interlocutori non gli «spiriti deboli» ma gli «spiriti forti» che sanno «cos’è il mondo».

Tratto da Vie della modernità

Clicca QUI per maggiori informazioni sull’opera.