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01.08.2019

Zona Riccioli d’oro e vita extraterrestre

 

Un giorno Riccioli d’oro entrò in una casetta nel bosco e trovò sul tavolo tre zuppe. Assaggiò la prima ma era troppo calda, assaggiò la seconda, che invece era troppo fredda e infine assaggiò la terza. Era perfetta e la bevve tutta. Poi le venne sonno, salì in camera e trovò tre letti. Anche questa volta, il primo era troppo duro, il secondo troppo morbido. Il terzo, che era più piccolo e adatto a lei, era perfetto. Ci si sdraiò e si addormentò.

 

Ispirandosi alla fiaba di Riccioli d’oro e i tre orsi, gli scienziati hanno chiamato pianeti “Goldilock” (“Riccioli d’oro” in inglese) quei pianeti posti ad una distanza che potremmo definire “media” dalla loro stella di riferimento. Le temperature dei pianeti che si trovano in questa fascia non sono né troppo elevate, come succede nelle immediate vicinanze di una stella, né troppo fredde, come invece potremmo trovare in pianeti molto distanti.

Questa distanza è dunque quella “ideale” affinché possa esistere l’acqua allo stato liquido e, quindi, la vita.

 

 

Per comprendere meglio l’argomento della vita extraterrestre, in questo articolo proponiamo:

  • un video in cui viene mostrato quello che con tutta probabilità (ma non certezza) è avvenuto sulla Terra;
  • un video in cui vengono evidenziati tutti gli esopianeti (cioè pianeti fuori dal Sistema Solare) conosciuti al momento. Sono circa 4000 e anche se, come è facile immaginare, non tutti si trovano nella zona Riccioli d’oro, circa 50 sono potenzialmente abitabili.

 

 

Guarda i video:

La vita nell’Universo

4000 Exoplanets – APOD Videos

 

Un messaggio nella bottiglia

 

“Ci sono altre forme di vita nell’universo?” Anche se per il momento la domanda sembra essere destinata a non trovare risposta, non possiamo dire di non aver provato a cercare forme di vita extraterrestri.

Negli anni ‘70 la NASA ha lanciato diverse sonde destinate a grandi esplorazioni spaziali tra cui la curiosa sonda Pioneer che, proprio come si fa con i messaggi in bottiglia, porta con sé una placca d’alluminio destinata a lettori extraterrestri. Come è possibile vedere nella foto, nel disco sono state incise molte informazioni. A sinistra, ad esempio, è stata descritta la posizione del Sole all’interno della galassia, mentre a destra sono stati rappresentate le figure di un uomo e una donna stilizzate.

 

 

Il tentativo è stato poi replicato con le sonde Voyager. La Voyager 1 è riuscita nel 2013 a uscire dal Sistema Solare e adesso vaga nello spazio interstellare a caccia di informazioni sul nostro universo.

Nelle placche destinate a lettori del tutto anomali quali potrebbero essere gli alieni, le sonde portano molte informazioni su chi siamo, dove abitiamo e come funziona la nostra chimica, scritte nel modo più semplice e comprensibile. Possiamo dire che non ci resta che aspettare!

 

Attività

 

Proponiamo di far riflettere gli studenti con un dibattito sulla possibilità di vita extraterrestre e, con il supporto dell’insegnante di italiano, far scrivere loro un racconto di fantasia in cui gli alieni rispondono al messaggio inviato attraverso le nostre sonde.

 

Per approfondire

 

Zona abitabile, là dove forse potremmo vivere – Media Inaf

Voyager 1 – NASA