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21.05.2021

Quanti tipi di plastica? tipologie, riciclo, smaltimento

 

 

 

La balenottera azzurra è l’animale più grande al mondo e il suo peso è di circa 150 tonnellate. Se ne prendiamo 2 milioni e 450mila e le mettiamo insieme otterremmo circa il peso equivalente alla plastica prodotta nel mondo nel 2019, ovvero 368 milioni di tonnellate. Tantissima, forse troppa considerando il suo impatto ambientale sia legato all’uso di risorse fossili come il petrolio sia al loro smaltimento, che, quando non avviene correttamente porta a un loro accumulo nell’ambiente. Infatti, le caratteristiche che rendono straordinario questo materiale, come la resistenza, sono anche il loro difetto quando vogliamo liberarcene in fretta.

È necessario andare però con ordine; innanzitutto le plastiche sono una serie di materiali anche molto diversi tra loro, che utilizziamo per ottenere oggetti vari, dai flaconi alle bottiglie, passando per vestiti e parti di automobili. Per riuscire a distinguere le varie tipologie, spesso caratterizzate da nomi lunghi e complessi (per fortuna abbreviabili con sigle), esiste un codice numerico internazionale (da 1 a 7), che identifica le singole molecole plastiche, tutti polimeri, ovvero lunghe catene di un singolo elemento che si ripete. Quando vediamo un oggetto con il numero 1 circondato da frecce a formare un triangolo si tratta di polietilene tereftalato (PET): possiamo trovare questa scritte sulle comuni bottiglie d’acqua. Nonostante la facilità con cui si possa trovare questa plastica, essa costituisce solo l’8% della plastica prodotta in Europa, in quanto al primo posto troviamo il polipropilene (PP). Il 20% della plastica europea è PP (codice 5), utilizzata per oggetti usa e getta come gli imballaggi alimentari e i tappi, ma anche per altri più duraturi, come parti d’auto e persino banconote. Se è vero che gli imballaggi per il cibo sono il settore in cui le plastiche sono più sfruttate (40%), sorprendentemente l’edilizia viene al secondo posto con il 20% del totale. In realtà non dovrebbe stupirci, perché basta guardarci intorno per trovate infissi delle finestre, tubi e cavi di isolamento fatti di polivinilcloruro (PVC, codice 3), ma anche le finestre stesse fatte di plexiglass, anch’essa una plastica. Il cui codice però ricade all’interno nel numero 7, che raccoglie tutti i materiali che non corrispondono a quelli dei numeri precedenti, come per esempio le bioplastiche compostabili e biodegradabili. Tutte le plastiche sono riciclabili, ma in Italia soltanto gli imballaggi vanno messi nel bidone della plastica, come indicato dal Consorzio per il Riciclo delle Materie Plastiche (Corepla). Questo perché i produttori di imballaggi versano un contributo obbligatorio per il riciclo delle plastica, processo importante ma economicamente oneroso. Stiamo quindi attenti al corretto smaltimento di questi oggetti, e diamo anche un occhio al colore del bidone quando cambiamo città: per esempio a Napoli si tratta del sacco giallo, mentre a Torino è grigio!

 

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  • Il ciclo di vita di una bottiglia di plastica su Ted-Ed

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