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19.02.2020

Il metodo IBSE

 

“Una buona domanda è una domanda stimolante, che invita a uno sguardo attento, a una nuova sperimentazione o a una nuova attività”

Jos Elstgeest

 

 

 

Se foste vissuti nella Germania dei primi anni del ‘900, avreste avuto la possibilità di assistere alla spettacolare esibizione di Hans l’intelligente. Hans sommava, sottraeva, moltiplicava e divideva i numeri, poi calcolava il tempo trascorso o i giorni del calendario. Tutto questo battendo su una speciale pedana con il proprio zoccolo. Esatto, Hans era in realtà un cavallo e il suo proprietario, Wilhelm von Osten, si vantava di avergli insegnato a contare e parlare.

 

Assistendo ai suoi spettacoli, avreste visto che alla domanda “quanto fa 2 + 3?” Hans rispondeva battendo lo zoccolo 5 volte. “Hans, aggiungi 1”, e lui rispondeva con sei colpi. Come avreste spiegato il fenomeno? facile, il cavallo era veramente dotato di intelligenza!

Un giorno, lo psicologo Carl Stumpf andò a vedere lo spettacolo, a differenza degli altri spettatori, però, decise di non credere semplicemente a quello che vedeva, ma provò ad applicare il metodo scientifico e investigare il fenomeno a cui stava assistendo.

Questo atteggiamento, che è tipico della scienza, è stato anche preso in prestito dalla didattica attraverso il metodo IBSE (Inquiry Based Science Education).

 

 

Quando gli studenti incontrano qualcosa di nuovo tendono a interpretarlo usando le idee acquisite in precedenti esperienze. In tal modo un’idea può essere usata per fare una previsione e poi testata in modo da confermarla o meno attraverso le evidenze emerse dalla nuova esperienza. Se questo accade, l’idea diventa più generale perché capace di spiegare nuovi fenomeni. Se invece questo non accade, si deve trovare un’idea alternativa; in questo caso, le parole non bastano, mentre l’esperienza può aiutare a ridefinire l’idea di partenza.

 

Il termine “Inquiry”, che si può tradurre con investigazione, indagine, ricerca, si riferisce alla prima fase del metodo scientifico o, nella didattica IBSE, alla fase dell’Egage nella quale gli studenti entrano a contatto con un problema o un argomento nuovo.

La seconda fase è chiamata Explore. Qui si raccolgono le idee, si formulano ipotesi da verificare e si prova a rispondere alle domande.

Una volta fatti i dovuti esperimenti segue la fase chiamata Explain, in cui si prova a capire cosa è successo e perché.

La quarta fase è quella dell’Elaborate, caratterizzata dalla discussione e dalla comunicazione delle esperienze.

Ultimo, infine, arriva il processo di valutazione, o Evaluate.

 

Il metodo IBSE non è quindi soltanto la riproduzione sterile di un esperimento. Fondamentali, invece, sono la fase che lo precede e quella che lo segue. Gli studenti devono ragionare su quello che conoscono e metterlo in discussione. Dopo l’esperimento dovranno tornare sui loro passi e discutere tra di loro per trovare un comune accordo. La condivisione delle opinioni è una fase imprescindibile sia nella didattica sia nella comunità scientifica.

 

 

 

Carl Stumpf, al contrario degli altri spettatori, si domandò se quello per cui aveva pagato il biglietto fosse davvero uno spettacolo straordinario o una messinscena ben orchestrata. In altre parole dubitò delle apparenze e decise di investigare più a fondo. Insieme ad alcuni suoi colleghi tentò di ripetere l’esperimento in condizioni differenti da quelle dello spettacolo. Tentando varie configurazioni, come ad esempio cambiando le domande, o variando il numero di persone nella stessa stanza del cavallo, notò che Hans non solo non dava la risposta corretta, ma nemmeno sembrava rendersi conto che gli venissero rivolte delle vere domande.

Dopo giorni di tentativi, Carl e i suoi colleghi capirono che Wilhelm von Osten non aveva scovato un cavallo prodigioso, ma che semplicemente era riuscito ad addestrarlo molto bene. Hans riusciva a capire i suggerimenti del suo padrone che aveva trovato il modo di suggerirgli la risposta subito dopo aver posto la domanda.

La domanda di partenza si rivelò efficace, e la dimostrazione confermò l’ipotesi.

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