Ricerca

20.05.2021

Biodiversità microbica: archea, batteri, lieviti, microalghe, protozoi

 

 

Chi abita nel nostro ombelico? Sembrerà assurdo ma il nostro ombelico è come una foresta abitata da moltissimi esseri viventi. Soltanto che questi sono invisibili ai nostri occhi, in quanto molto piccoli: si tratta dei microrganismi. Ma non spaventiamoci, perché i microrganismi sono nostri compagni di viaggio quotidiani, in quanto vivono in abbondanza sia sopra che dentro di noi, e hanno una ruolo fondamentale per la nostra salute. L’intestino è il luogo del nostro corpo dove i microrganismi pullulano maggiormente, ma l’ombelico non è da meno in quanto possiamo trovarne sia tanti ma anche tra loro diversi. L’ombelico umano accoglie quasi 2400 specie batteriche distinte: ma attenzione, non è detto che in ogni ombelico ci sia questa biodiversità, in quanto anche tra i diversi ombelichi troviamo differenze. Possiamo trovare però specie comuni, appartenenti al gruppo (genere) degli Staffilococci e dei Corinebatteri, normali abitanti della nostra pelle.

Con questo semplice esempio possiamo già capire quanto la biodiversità microbica sia enorme, nonostante stiamo limitando il nostro punto di vista. Infatti, l’ombelico è solo uno dei moltissimi habitat che esistono al mondo e che i microrganismi, prime forme di vita emerse sul nostro pianeta, hanno colonizzato. I batteri sono letteralmente ovunque: si stima che negli oceani ci siano 130 triliardi (oltre 1028) di cellule batteriche, fino a un milione di volte il numero di stelle nell’Universo, mentre in un cucchiaino di suolo un miliardo di microrganismi, poco meno delle persone che vivono in Africa.

Ma i microrganismi non sono solo batteri! Nonostante essi possano comprendere alcune specie che causano malattie, come la peste e la tubercolosi, ad altre utili per il nostro cibo, come quelli dello yogurt, non sono soli tra i microrganismi. Ne troviamo infatti alcuni più simili a noi umani, in quanto eucarioti dotati di nucleo e cromosomi lineari. Tra di essi possiamo citare i lieviti, funghi unicellulari la cui diversità comprende quelli utili per la panificazione a quelli che causano la forfora. Le microalghe invece, galleggiando sul mare, sono fondamentali per la produzione di molto dell’ossigeno che respiriamo. A questa enorme biodiversità microbica possiamo aggiungere i protozoi, strani esseri che possono muoversi in modo particolare (come le amebe) o sfruttare taxi animali per trasmettere malattie (come il plasmodio della malaria). E come dimenticare gli archea, privi di nucleo come i batteri, ma spesso in grado di sopravvivere in condizioni particolarmente difficili, e per questo motivo molti sono definiti estremofili.

 

Per approfondire, leggi gli articoli:

 

 

Vedi anche