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11.09.2019

Storia della storia della terra

 

Provate a mettervi nei panni della piccola Mary Anning che, nel 1811, durante una delle sue solite passeggiate, si trovò di fronte a un teschio dalla forma stranissima. Vicino al teschio c’erano anche delle ossa altrettanto insolite. Mary, che andava spesso a cercare oggetti curiosi nelle coste dell’Inghilterra del sud, non aveva mai visto niente del genere. Del tutto involontariamente la piccola Mary aveva dato inizio alla caccia ai fossili.

 

 

Ma cos’erano in realtà quelle creature di cui si conosceva soltanto parte della struttura ossea? E soprattutto, quando erano vissute? Oggi riusciamo a rispondere più o meno agilmente a queste domande, ma fino alla seconda metà dell’800 spiegare cosa fossero i fossili era un problema.

 

Niccolò Stenone (Niels Stensen) fu uno dei primi a capire che forse i fossili venivano rinvenuti a diverse profondità poiché, in realtà, erano gli strati della terra a sovrapporsi gli uni agli altri nel tempo. Cercando di spiegare i fossili, Stenone aveva posto le basi della stratigrafia. Per approfondire la figura di Stenone consigliamo di guardare il video proposto di seguito Lo scienziato più rivoluzionario di cui hai mai sentito parlare.

 

 

La battaglia per capire la vera età dei fossili, e quindi indirettamente del pianeta Terra, fu ancora lunga. Molti naturalisti davano ragione ai 6000 anni scritti nel racconto della Genesi e non erano disposti a concedere ai loro colleghi rivoluzionari quei “milioni e milioni” di anni che servivano secondo le loro teorie. Senza farsi troppe domande, Georges Cuvier sostenne che ogni specie estinta, ed eventualmente rinvenuta negli strati di terreno, era sicuramente morta a causa di catastrofi naturali. Questi cataclismi avrebbero quindi spazzato via dal pianeta ogni specie che oggi non vediamo in natura.

 

La teoria di Cuvier, che prese il nome di catastrofismo, era sicuramente comoda, ma come gli fece notare Jean Baptiste Lamarck, era senz’altro sbagliata. Le specie non si limitano ad estinguersi e a ricomparire misteriosamente, ma si trasformano nel tempo. Anche gli animali e le piante di cui rinveniamo gli antichi resti i fossili non sono semplicemente spariti, ma sono cambiati nel tempo. L’ipotesi di Lamarck era gradualista e più efficace, ma come presupposto era comunque necessario che la Terra avesse milioni e milioni di anni.

 

 

La sfida del capire come mai le specie fossili sono così diverse da quelle che conosciamo venne raccolta da un giovane appassionato di geologia e attento osservatore della natura chiamato Charles Darwin.

 

Per approfondire questi temi, consigliamo il libro Una lunga pazienza cieca di Giulio Barsanti.

 

Guarda i video:

Le ere geologiche

Lo scienziato più rivoluzionario di cui hai mai sentito parlare – TedED

 

Attività: dinosauri veri e dinosauri falsi

Il T. Rex è il più forte, il Velociraptor il più veloce e crudele e sono tutti morti a causa di un asteroide. I dinosauri fanno ormai parte della cultura moderna. Li possiamo trovare nei film, nei fumetti, nei cartoni animati, nei loghi delle aziende. Insieme a una grande diffusione, però, i dinosauri si portano dietro anche molte idee sbagliate sul proprio conto. Un esempio? Molti di quelli che hanno visto Jurassik Park credono che i dinosauri siano vissuti soltanto nel periodo Giurassico, ma non è così!

 

 

Fate un sondaggio di classe servendovi di Google Moduli per verificare se le persone intorno a voi si siano lasciate convincere dalle rappresentazioni fantasiose ed esagerate dei dinosauri nei media. Una volta ottenute abbastanza risposte proiettatele sulla LIM e discutetene.

Questa attività non solo spinge i ragazzi a mettere in campo il proprio spirito critico nell’analisi delle fonti (riconoscendo le “fake news“), ma supporta anche lo sviluppo della competenza digitale tramite l’uso di strumenti open source.

 

Qui sotto potete scaricare una scheda esaustiva che spiega come si fa un questionario e come utilizzare Google Moduli.

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