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12.10.2019

Einstein e gli errori nella scienza

 

 

Chiedete cosa abbia scoperto Albert Einstein e, in coro, vi sentirete rispondere “la relatività”. La risposta è ovviamente giusta, nonostante i grandi meriti dello scienziato vadano oltre quella teoria. In questo articolo però non si parlerà soltanto delle intuizioni giuste di Einstein ma anche di quelle sbagliate. Perché la scienza è fatta soprattutto di errori, come sapeva anche il padre della relatività. 

L’importanza di Einstein non si fermò al XX secolo ma la sua eredità è molto presente anche nella fisica di oggi. Infatti, molte delle sue teorie non potevano essere dimostrate quando vennero formulate poiché gli strumenti adatti non erano ancora stati messi a punto. Oggi alcuni di quegli strumenti esistono e hanno reso possibile, ad esempio la ricezione delle onde gravitazionali (SCHEDA) e l’utilizzo delle lenti gravitazionali, che sono entrambe “conferme” delle sue idee. 

In realtà anche i migliori sbagliano e Einstein stesso dimostrò in alcune occasioni di non essere l’infallibile scienziato che generalmente si crede. In un articolo del 1939, ad esempio, usando le stesse leggi della sua teoria della relatività dimostrò, sbagliando, che gli oggetti stellari chiamati “buchi neri” sono fisicamente impossibili (a questo link un lungo articolo su questa storia). Oggi non solo sappiamo che dal punto di vista della teoria gravitazionale i buchi nero sono indispensabili, ma li abbiamo anche fotografati.

 

Foto scattata nel 2019 dal progetto Event Horizon Telescope al buco nero M87.

 

Un altro grande abbaglio Einstein lo prese sulla Costante Cosmologica. Lo scienziato si era affezionato all’idea che l’universo fosse stazionario e non in espansione come invece suggerivano le sue stesse teorie. Allora ostinatamente si impose di trovare un valore che non cambiasse nel tempo, e che rendesse stabile l’universo. Introdusse così la Costante Cosmologica, un valore che rendeva molto più complessi i calcoli e che ben presto si rivelò sbagliata. 

Suggeriamo di iniziare il percorso con questo video introduttivo sulla figura di Albert Einstein, eventualmente da assegnare come compito a casa (Flipped Classroom).

 

Guarda i video:

  • Albert Einstein
  • In cosa si espande l’universo? – TedEd

 

Sbagliare nella scienza moderna

 

Oggi “sbagliare” è diventato molto più difficile. La scienza moderna si basa sulle pubblicazioni delle ricerche ma tra la scrittura e la pubblicazione di un articolo scientifico ci dinamiche molto più complesse di quelle ai tempi di Einstein. Tra impact factor (cioè il valore di una rivista in cui si pubblica uno studio) e peer review (la revisione da parte di altri scienziati), secondo alcuni, la pubblicazione si trova naturalmente e pericolosamente esposta a pratiche illecite. E poiché i finanziamenti vengono spesso dati a quegli scienziati che hanno molte pubblicazioni alle loro spalle, la questione inizia a toccare anche aspetti economici. Nessuno quindi può più sbagliare a cuor leggero se a rischio c’è il finanziamento delle proprie ricerche. Come successe con la Costante di Einstein, allora, quando i conti non tornano vanno fatti tornare. Oggi però capita spesso che non si ammetta di aver sbagliato, e l’errore diventi frode. Tutto questo può essere riassunto nel motto “publish or perish”. 

 

Attività

Gli studenti con l’aiuto degli insegnanti dovranno organizzare un’intervista ad alcuni ricercatori che potrebbero raccontare le proprie esperienze lavorative. L’intervista può svolgersi sia via e-mail che video, qualora il ricercatore si dimostrasse interessato. In questo secondo caso munitevi di fotocamera (anche quella del cellulare può andar bene) e registrate. Consigliamo di interrompere la ripresa ad ogni domanda, in modo da rendere più veloce un eventuale montaggio.

In ogni caso pensate bene quali domande fare e quali evitare prima di inviare l’e-mail o recarvi dal ricercatore. Ogni buon giornalista ha già in mente una storia quando inizia l’intervista!

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