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17.03.2021

È davvero troppo tardi per evitare una catastrofe climatica?

 

 

 

Le notizie sul riscaldamento globale e sui suoi effetti sono ormai all’ordine del giorno. I tetri scenari dipinti dai grafici e le preoccupanti previsioni dei climatologi non sono di certo ottimisti per i prossimi anni. Siamo sempre più informati sull’argomento e ormai è chiarissimo  sia che ci troviamo davanti una  questione enormemente complessa, sia che non stiamo facendo abbastanza per ridurre l’emissione di gas serra. Questo si concretizza negli scenari ormai troppo abituali: ghiacciai in rapido scioglimento, zone costiere che rischiano di venir sommerse, incendi incontrollati, siccità e carestie con conseguenti migrazioni, interi ecosistemi stravolti, alluvioni. L’ambiente sta cambiando velocemente in modi che facciamo fatica a comprendere, sappiamo però che le cause di ciò sono prevalentemente le attività umane e che senza controlli più rigidi le cose andranno sempre peggio. Tutto questo può far sorgere una domanda. sarà forse troppo tardi? E se  i decenni di sfruttamento sfrenato del pianeta avessero cambiato irrimediabilmente il clima?

 

Tutto parte dai livelli di anidride carbonica (CO2) che costantemente immettiamo in atmosfera. Perché non riusciamo a ridurre queste emissioni? I fattori chiave da considerare il questo caso sono due: la crescita della popolazione e la crescita economica.

 

La crescita della popolazione

 

 

 

Negli ultimi due secoli la popolazione mondiale è aumentata di 7 volte, con un impatto diretto sulla CO2 prodotta pro capite. Ogni nuovo essere umano ha bisogni primari come un vestiario e del cibo ma anche dei lussi, soprattutto se vive nei Paesi del primo mondo. La produzione di prodotti per soddisfare queste necessità emette una quantità di anidride carbonica nell’atmosfera proporzionata alla richiesta. Quindi un aumento così importante della popolazione e dell’industria ha fatto impennare le emissioni, con un impatto enorme sul clima. Le misure per limitare questa crescita eccessiva sono diverse. Soprattutto nei paesi in più rapida ascesa demografica (come Cina e India) è importante investire in assistenza sanitaria, istruzione e nel corretto uso di contraccettivi. Se queste misure venissero messe in atto subito, però, potremmo dover aspettare decenni per vederne i primi effetti. Realisticamente, quindi, la popolazione mondiale continuerà a crescere anche nei prossimi anni. Purtroppo questo non è il solo aspetto che potrebbe portare ad un ulteriore aumento dei gas serra in futuro.

 

La crescita economica

 

 

 

Per crescita economica si intende l’aumento della ricchezza pro capite. Come si può notare nel grafico (fonte: ourworldindata.org) negli ultimi anni, sia nei Paesi in via di sviluppo che nei Paesi del primo mondo, le fasce di popolazione che vivono in condizioni di povertà sono sempre più piccole. Questo si riflette anche nei dati che mostrano un generale aumento di ricchezza di pro capite nel mondo. Come ci dicono i dati delle emissioni pro capite nei diversi Paesi uno stile di vita più agiato ha come conseguenza anche un aumento della CO2 emessa in atmosfera. Difficilmente i paesi ricchi rinunceranno al loro stile vita nei prossimi anni e sarebbe ingiusto chiederlo ai Paesi con l’economia in ascesa, intenti a raggiungere uno standard di vita che spesso è dato per scontato in Stati con maggior benessere. La crescita della popolazione e dell’economia sono due aspetti che potrebbero mettere i bastoni tra le ruote ad una diminuzione delle emissioni. Ci sono anche aspetti su cui, invece, è possibile agire

 

L’efficienza energetica

 

 

 

L’efficienza energetica descrive quanta energia serve per fare qualcosa. Maggiore l’efficienza, minore l’energia utilizzata per compiere quell’azione. Meno energia utilizzata significa anche meno anidride carbonica emessa. Le modalità per aumentare l’efficienza delle nostre città possono comprendere, ad esempio, il controllo delle reti tramite intelligenza artificiale, la produzione di materiali sostenibili per l’edilizia e l’elettrificazione dei nostri mezzi di trasporto. Purtroppo nemmeno l’efficienza energetica da sola può essere una soluzione, principalmente per tre motivi:

  • Effetti di rimbalzo diretti: va considerato che quando qualcosa diventa più efficiente tende ad essere utilizzato di più. Possiamo prendere ad esempio il costo medio di un biglietto aereo: diminuendo negli anni ha portato sempre più persone a permettersi un viaggio in aereo. Questo meccanismo potrebbe ridurre i potenzialmente enormi benefici dell’efficienza energetica.
  • Effetti di rimbalzo indiretti: i soldi pro capite risparmiati dall’efficientamento energetico potrebbero essere spesi in altre attività, come il viaggio, con l’emissione di CO2 che ne segue che si sposterebbe semplicemente da una fonte ad un’altra
  • Riduzione dei ritorni sull’investimento: sostanzialmente man mano che l’efficienza energetica aumenta investire su di essa sarà sempre più costoso e meno conveniente. Molte delle nostre tecnologie sono già parecchio efficienti e questo potrebbe spingere eventuali investitori a non investire in questo ambito della ricerca.

Nel momento in cui una persona avrà bisogno di energia, una certa quantità di CO2 verrà immessa in atmosfera e l’efficienza energetica non cambierà questo aspetto. La soluzione a questo grattacapo, però, avere a che fare con la cosiddetta carbon footprint. 

 

La carbon footprint

 

 

 

La carbon footprint misura quanta CO2 viene emessa per unità di energia da un certo tipo di fonte. Grazie alla carbon footprint possiamo dire, ad esempio, che l’energia fotovoltaica è molto più pulita rispetto all’uso del carbone per fini energetici: perché, per la stessa quantità di energia prodotta ha emesso meno anidride carbonica. Come umanità stiamo migliorando, spostandoci dall’uso di combustibili fossili a tipi di energia più sostenibili, ma ancora troppo lentamente. Alcune soluzioni potrebbero essere la promulgazione di leggi che vanno a tassare maggiormente imprese e aziende che si appoggiano a combustibili fossili, costruire più centrali nucleari, favorire l’efficienza dei processi e soprattutto investire in ricerca per avere nuove tecnologie a disposizione per risolvere vecchi e nuovi problemi: nuovi tipi di batterie, centrali nucleari più efficienti, tecniche di cattura del carbonio. Tutte queste soluzioni possono essere davvero utili solo se applicate in sinergia ma richiedono comunque tempo, che possiamo guadagnare realizzando opere più sostenibili, dando così tempo alla tecnologia di migliorare tutti questi aspetti. Un deciso allontanamento dall’energia fossile e un investimento continuo in innovazioni sembrano essere l’unica strada per scongiurare gli scenari peggiori. La situazione è indubbiamente complessa ma seguendo questa strada un cambio di rotta è ancora possibile.

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