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01.09.2021

La sottile linea Wallace: un confine che unisce biologia e geografia

 

 

Le isole del Sud est asiatico nell’immaginario collettivo sono tutte accomunate da caratteristiche simili: spiagge paradisiache, acque cristalline dove fare surf o snorkeling, e una fitta giungla tropicale ricca di esemplari esotici.

In realtà anche isole molto vicine presentano caratteristiche diverse dal punto di vista faunistico, con una distinzione talmente netta da poter ipotizzare che esista una barriera tra le diverse ecozone.

Il nome di questo confine è linea Wallace (tratteggiata in rosso nella mappa qui sotto) che attraversa i territori indonesiani separando a nord ovest le zone in cui vivono specie animali tipicamente asiatiche dalle zone a sud est caratterizzate da una fauna tipica del continente australiano. Il suo tracciato corre dall’Oceano Indiano al Mar delle Filippine attraversando le Isole delle Sonda, separa il Borneo dall’isola di Sulawesi e l’isola di Bali da Lombok, che distano tra loro solo qualche decina di chilometri. Deve il suo nome al naturalista inglese che per primo notò questa discontinuità e che viene considerato il padre della biogeografia, la scienza che studia la distribuzione geografica degli esseri viventi.

 

Alfred Russel Wallace è famoso per lo più per aver avuto ipotizzato la teoria dell’evoluzione delle specie attraverso la selezione naturale nello stesso periodo di Charles Darwin ma in maniera del tutto autonoma. Come molte scoperte della storia della scienza, anche questa coincidenza non fu solo frutto del caso, Wallace conosceva le prime pubblicazioni di Darwin e fu anche merito della corrispondenza tra i due scienziati se Darwin si decise a pubblicare L’Origine delle Specie, condensando gli studi a cui si stava dedicando da vent’anni.

 

Una lettera di Darwin a Wallace

 

Nella seconda metà dell’Ottocento, mentre il più famoso collega britannico si trovava alle Galapagos a condurre i propri studi sui fringuelli, Wallace si imbarcava alla volta di Singapore con l’intento di raccogliere esemplari esotici da rivendere a collezionisti e musei di storia naturale. Una volta lì si accorse che, a causa della deforestazione messa in atto per far spazio a piantagioni di palme e noce moscata, la biodiversità del territorio malese stava drasticamente diminuendo con una notevole perdita di patrimonio ambientale e faunistico. Durante le sue esplorazioni negli arcipelaghi circostanti ebbe modo di osservare attentamente la fauna locale, e con la successiva pubblicazione de L’Arcipelago Malese Wallace istituì per primo la connessione tra le discipline della biologia e della geografia.

 

Quel che trovò fu infatti che le isole della sezione nord ovest dell’Indonesia erano abitate da specie animali presenti anche nel resto dell’Asia, per lo più mammiferi placentati come macachi, tigri, elefanti e oranghi. Spostandosi più ad est notò che questi lasciavano spazio a canguri, koala e cuschi (vedi figura sotto), mammiferi marsupiali tipici del continente australiano. Nei suoi scritti il naturalista inglese scriveva “Ogni specie ha iniziato la sua esistenza in coincidenza sia spaziale che temporale con una specie preesistente ad essa strettamente affine” e che scoprire come fosse avvenuta questa sostituzione era “il più difficile e al tempo stesso il più interessante problema della storia naturale della terra”.

 

 

 

Fu però solo nel XX secolo che si chiarì l’origine geologica delle regioni biogeografiche: secondo la teoria della tettonica delle placche la piattaforma australiana che comprende anche Timor e la Nuova Guinea, era separata da tratti di mare molto più estesi e solo successivamente a causa della deriva dei continenti si avvicinò a Sumatra, Giava, il Borneo e Bali, appartenenti ad un’altra piattaforma già adiacente al continente asiatico. Ciò aveva permesso la nascita e lo sviluppo di specie animali endemiche cioè presenti solo lì e in nessun’altra parte del pianeta. Durante l’ultima glaciazione la separazione tra nicchie ecologiche si attenuò grazie all’abbassamento del livello del mare che permise la migrazione di diverse specie tra territori originariamente divisi. Lo stretto che separa Bali da Lombok coincide con la linea Wallace proprio perché nonostante la distanza ridotta, la profondità del fondale ha costituito un confine naturale invalicabile, favorendo un’evoluzione separata delle specie lì presenti. Un discorso a parte va fatto per la flora, che in generale non segue la stessa divisione della fauna, fatta eccezione per l’eucalipto, che non oltrepassa i confini australiani.

 

 

Attualmente la linea di Wallace indica il limite orientale di distribuzione della fauna asiatica al di là della quale si considera una zona più vasta, compresa tra l’isola Sulawesi e la Nuova Guinea, come un’area di transizione detta Wallacea. In questa regione vivono specie come il varano di komodo, il bisonte nano, il babirussa (letteralmente in malese: “cervo-maiale”) o il pappagallo re delle Mollucche. Complessivamente la Wallacea si estende su un’area vasta 347000 km² di cui 22 mila fanno parte di un territorio protetto, dove sono presenti numerose specie in pericolo. Recenti ricerche hanno portato alla conoscenza di nuove specie e sottospecie di uccelli, dimostrando quanto il patrimonio naturale di aree complesse come questa sia ancora da conoscere e che il lavoro di catalogazione di Wallace, nonostante la sua vasta mole, non sia ancora compiuto.

 

I testi originali e i numerosi disegni del primo biogeografo sono stati raccolti e pubblicati grazie ad un progetto dell’Università di Singapore.

Clicca qui per consultarli liberamente.

Per saperne di più sulla vita di Alfred Russel Wallace clicca qui e ascolta il racconto del filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e scopri le immagini raccolte dal A. R. Wallace Memorial Fund.

 

 

Attività:

  1. Progetto di citizen science iNaturalist: scaricando la app o andando sul sito puoi trasformarti in un naturalista esploratore. Fotografa le specie del tuo territorio e partecipa con le tue osservazioni all’arricchimento dei database della biodiversità.
  2. Quante ecozone esistono nel mondo? Cercale ed esponi in una presentazione quali sono le loro specificità dal punto di vista della flora o della fauna.

 

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