Ricerca

01.04.2021

Cos'è la vita? Alla ricerca di una definizione scientifica

 

 

there are as many definitions of life as there are people trying to define it.

– Frances Westal

 

L’uomo si interroga da millenni su cosa sia davvero la vita. L’occhio della scienza ci ha permesso di indagare in mondo in modi che neanche potevamo immaginare, svelando nuove pieghe del mondo naturale andando addirittura oltre i confini del nostro pianeta. Ci siamo trovati di fronte a nuove sfumature inaspettate del concetto di vita, rinnovando quella domanda a cui sembra così difficile dare una risposta univoca.

Gli scienziati stanno facendo molta fatica ad accordarsi su una singola definizione di cos’è la vita. Alcuni ritengono che la vita sia collegata inestricabilmente alla presenza della doppia elica del DNA, mentre altri chiamano in causa i sistemi dinamici. Un bel problema nel momento in cui dobbiamo accordarci se ci sia vita o no su un pianeta extrasolare o se siamo riusciti a creare o meno la vita artificiale.

Vista la confusione degli scienziati sulla faccenda sono intervenuti allora i filosofi, cercando di affrontare la questione da un altro punto di vista. Leonardo Bich e Sara Green, ad esempio, non vedono come problematica la presenza di una moltitudine di definizioni. Secondo il loro punto di vista è giusto che i fisici usino una determinata definizione di vita e che gli xenobiologi ne usino un’altra, l’importante è che queste definizioni si riflettano positivamente sulle ricerche dei vari ambiti. Meglio quindi valutare la bontà di una definizione sulla base degli impatti pratici che sul consenso che raccoglie. Altri filosofi accusano questo approccio di avere una deriva operazionistica che, sebbene in alcuni casi inevitabile, come affermato da Kelly Smith, non può essere alla base di una definizione corretta di cos’è la vita. Il più grande dubbio che pone è che questo tipo di definizioni rimane confinata in determinati gruppi di scienziati, perdendo di efficacia proprio dove servirebbe di più, ovvero quando si conducono ricerche di frontiera molto avanzate che necessitano della collaborazione multidisciplinare tra diverse branche della scienza.

Il genetista Edward Trifonov crede invece che la definizione giusta sia nascosta tra tutte quelle già formulate, nei termini ricorrenti e nelle idee di base che continuano a ripetersi. Analizzando 123 definizioni diverse di vita Trifonov ha individuato un nucleo condiviso da tutte queste definizioni: la vita è auto-replicazione con variazioni. Tre parole.

Ma nemmeno questa sembra essere una soluzione universalmente valida. Basti pensare ad un virus informatico: rispetta la definizione di Trifonov ma non può essere considerato come “vivo”.

Un gruppo di scienziati e filosofi dell’Università di Lund, in Svezia, suggerisce, invece, di non continuare a cercare a una definizione ma di pensare a cosa vogliamo definire quando pensiamo di dover cercare una definizione di vita. Seguendo il pensiero di Wittgenstein secondo il quale non esiste, ad esempio, una definizione univoca del concetto di “gioco”. Il filosofo austriaco affermava come ci soffermiamo sulle similitudini quando classifichiamo più oggetti come “gioco” e non su un solo aspetto che li caratterizzi tutti. La vita non è come una lista di requisiti da soddisfare ma come una categoria i cui elementi condividono tratti e similarità. Questo gruppo di scienziati e filosofi di Lund ha condotto una ricerca in cui i partecipanti dovevano associare ad una varietà di elementi dell’ambiente naturale i termini che più spesso vengono associati alla vita come “metabolismo”, “ordine”, “DNA” ecc. Ogni partecipante selezionava un elemento e dei termini che, secondo lui, lo caratterizzano. Successivamente è stato creato un cluster, ovvero un grafico di somiglianza. Più termini venivano applicati a degli elementi più questi erano vicini al nostro concetto di vita. In questo modo è stato possibile decidere cosa è “vivo” e cosa no in modo abbastanza semplice, senza restare ingabbiati da una definizione univoca.

La filosofa Carol Cleland è ancora più categorica nel rifiutare una definizione di cos’è vita. Cleland afferma come le definizioni siano necessarie per organizzare i nostri concetti, per collegarli tra loro in modo coerente. Visto che questo è il ruolo delle definizioni, secondo la filosofa cercare una definizione di vita sottrae il concetto stesso ad una indagine più profonda. Afferma infatti come trovare un nesso logico tra termini ricollegabili alla vita non significhi indagare scientificamente cosa la vita sia. La definisce solamente, appunto. “Non vogliamo sapere cosa la parola vita significhi per noi, vogliamo sapere cos’è la vita”. Se vogliamo soddisfare questo desiderio, dice Cleland, dobbiamo rinunciare alla ricerca di una definizione in favore di qualcosa di più vago ma con un senso più profondo. Quale che sia la risposta a questa annosa ricerca la strada da fare sembra ogni anno più lunga ma anche più affascinante, mettendo in discussione continuamente il modo in cui ragioniamo e studiamo il più grande dei misteri.

 

Per approfondire: 

 

Attività: 

Nella foto all’inizio di questo articolo è rappresentata una una specie molto particolare di orchidea che si trova in Madagascar e un’insentto: la Xanthopan morganii praedicta. Perché l’immagine è legata alle tematiche di questo articolo? qual è la storia legata anche al nome molto particolare dell’insetto?

Fai una ricerca e racconta alla classe cosa hai scoperto utilizzando lo strumento Presentazioni di Google.