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25.03.2021

Die unendliche Geschichte: La storia infinita

 

 

  • Autore: Michael Ende
  • Genere: romanzo
  • Prima edizione originale: Die unendliche Geschichte, Thienemann-Esslinger Verlag, 1979
  • Prima edizione italiana: La storia infinita, traduzione di Amina Pandolfi, Longanesi, 1981

 

Leggere una storia che non abbia mai fine e appassionarsene così tanto da entrarne a far parte. È questo il sogno di Bastian Balthazar Bux (Bastiano Baldassarre Bucci nella versione italiana), il protagonista di Die unendliche Geschicte.

Bullizzato dai compagni di scuola e lasciato solo dai genitori (la madre è morta e il padre si occupa ben poco di lui), si rifugia nella lettura come unico approdo sicuro, aiutato anche da quello che considera il suo più grande pregio, quello di avere una fervida immaginazione e di saper inventare storie.

Per fuggire dai compagni che vogliono picchiarlo, si rifugia in una libreria dove un vecchio antiquario sta leggendo uno strano libro, intitolato La storia infinita, dalla copertina rosso rubino con due serpenti intrecciati che si mordono la coda l’un l’altro. Affascinato dal volume, decide di rubarlo e di rifugiarsi nella soffitta della scuola per leggerlo.

Man mano che va avanti nella lettura si trova sempre di più invischiato dentro la storia, ambientata nel regno di Fantàsia, governato dalla kindliche Kaiserin (Infanta Imperatrice) e in pericolo perché sta per essere divorato dal Nulla. L’imperatrice affida a un giovane guerriero indiano, Atréju (Atreiu), il medaglione magico AURYN che può aiutarlo a trovare un essere umano che le dia un nuovo nome e salvi Fantàsia dall’avanzare del nulla. Presto Bastian si rende conto di essere lui il figlio dell’uomo chiamato a dare un nuovo nome all’imperatrice: riesce infatti a entrare dentro la storia chiamandola Mondenkind (Fiordiluna nella versione italiana, si noti la differenza tra la traduzione letterale “bambina della luna” e la scelta italiana di usare “fiore”). Da lì in poi vive molte disavventure che lo portano a modificare se stesso e il rapporto con gli altri, in compagnia di Atréju e del Glücksdrache Fuchur (il Fortunadrago Fucur).

Inizia così il romanzo più noto di Michael Ende (1929-1995), drammaturgo e autore di libri di vario genere sia per bambini che per adulti, che raggiunse la popolarità con Momo nel 1973 e soprattutto nel 1979 con questo libro.

 

Spunti di riflessione – Dal libro al film

  • Regia: Wolfgang Petersen
  • Genere: fantastico
  • Interpreti principali: Barret Oliver, Noah Hathaway, Tami Stronach
  • Produzione: Inghilterra, Germania, Stati Uniti, 1984 

 

Nel 1984 il regista tedesco Wolfgang Petersen ne trasse un film dal titolo omonimo. Inizialmente scrisse la sceneggiatura con Ende, ma ben presto l’autore se ne distaccò perché non approvava le profonde modifiche che erano state fatte alla storia.

La principale differenza rispetto al libro è che il film riproduce solo un terzo della storia narrata nel libro, fermandosi con il salvataggio di Fantàsia e con Bastian che torna nel mondo reale a bordo di Fucur, mentre il libro è molto più lungo e si sofferma su un gran numero di disavventure vissute da Bastian che lo portano a mutare profondamente il proprio carattere: da bambino grassoccio e che fatica ad accettarsi, inizialmente, appena si trova in Fantàsia, il suo più grande desiderio è di diventare un eroe coraggioso e di bell’aspetto che viene amato e rispettato da tutti, mentre con il passare del tempo e della storia capisce che l’unico modo per tornare nel mondo reale è quello di accettarsi così com’è e soprattutto di amare e rispettare gli altri. Questa modifica caratteriale nella riduzione del film non è presente e cambia profondamente il significato della vicenda narrata. Ci sono poi parecchie altre importanti differenze, che si possono approfondire a questo link.

Il film ebbe un enorme successo anche grazie agli effetti speciali molto avanzati per l’epoca (fu il film più costoso fino a quel momento realizzato in Germania) ed ebbe poi due sequel nel 1989 nel 1993. Il Thalia Theater di Amburgo ne fece anche una trasposizione teatrale nel 2015, che riscosse anch’essa una buona accoglienza da parte del pubblico.

Gli appassionati possono visitare uno dei luoghi dove state girate gran parte delle scene, i Bavarian Studios a Monaco di Baviera: all’interno della Bavaria Filmstadt è possibile scoprire alcuni cimeli usati nel film e soprattutto cavalcare Fucur! A questo proposito è interessante ricordare che quello che nel film è presentato come un enorme cagnolone bianco, ormai entrato nell’immaginario collettivo, nel libro ha un aspetto diverso, con un corpo lungo e agile e le squame ricoperte di madreperla.

 

Il film come lo vediamo oggi in italiano deriva dalla versione inglese, mentre la versione tedesca, inedita in Italia, dura qualche minuto in più e presenta alcuni cambiamenti soprattutto riguardo alla musica: il tema portante della colonna sonora nella versione tedesca è molto cupo (come puoi ascoltare qui) e completamente diverso da quella inglese, che è la famosissima The NeverEndingStory, interpretata da Limahl e musicata dall’italiano Giorgio Moroder. Per riprodurre il senso di infinito e di circolarità presente nella storia e nel titolo, la canzone inizia e finisce in sordina, con il volume che aumenta pian piano. Ebbe così tanto successo che tuttora è utilizzata anche in altri media: nella puntata 8 della terza stagione di Stranger things, per esempio, uno dei protagonisti la canta insieme con la sua ragazza in un duetto, che puoi ascoltare qui (SPOILER ALERT).

 

Ulteriori approfondimenti

 

 

  • Per ulteriori approfondimenti in tedesco puoi leggere qui.

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