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08.04.2021

Visita virtuale al Natural History Museum di Londra

 

 

Il Natural History Museum di Londra offre molteplici possibilità di visita virtuale, sia alle sue sterminate collezioni, costituite da oltre 70 milioni di reperti, sia ai suoi ambienti grandiosi.

La costruzione dell’edificio, noto anche come “Cattedrale della Natura”, venne completata nel 1881 su progetto dell’architetto Alfred Waterhouse, ed è espressione di un eclettico gusto di Revival Neogotico, tipico dell’epoca, combinato con elementi dell’architettura romanica e motivi decorativi ispirati al mondo naturale.

L’esposizione è suddivisa in quattro aree principali: la Blue Zone, una delle più popolari grazie alle le sezioni dedicate ai dinosauri e ai mammiferi, la Red Zone, incentrata sulla geologia, la Orange Zone, di cui fa parte il Darwin Centre, moderna struttura dedicata alla biodiversità, e la Green Zone, che include la superba sala d’ingresso chiamata Hintze Hall, dalla quale, grazie alla modalità di visita virtuale, è possibile esplorare anche alcuni ambienti collegati.

 

Guarda il video per conoscere le varie sezioni del museo:

 

 

I visitatori sono accolti entrando dallo scheletro lungo 25 metri di un esemplare del più grande animale mai vissuto sulla terra (qui visibile in 3D), una balenottera azzurra spiaggiatasi nel 1891 nei pressi di Wexford, in Irlanda sudorientale, dopo essere stata colpita da una baleniera; sulla “Blue Whale” è incentrata una sezione del sito web, che ripercorre la storia del mammifero marino da quando ancora viveva nell’Oceano, per poi approfondire gli studi compiuti sullo scheletro da quando è divenuto parte delle Collezioni, e infine mostrare tutte le operazioni che hanno consentito di issarla nella Hintze Hall.

La maestosa entrata del Museo, che è stata nel 1990 il set d’eccezione per un episodio della serie televisiva “Poirot”, è protagonista con il suo soffitto a volta di una esposizione on-line che consente di scoprire il capolavoro costituito da 162 pannelli dipinti illustrati con piante provenienti da tutto il mondo.

Si tratta di un tributo alla incredibile varietà della vita sulla Terra e alla necessità di proteggere tutte le specie botaniche, simbolo di rinascita e crescita. Alcune delle piante dipinte hanno proprietà medicinali, altre sono state introdotte in Gran Bretagna nel corso del XIX secolo grazie alle missioni di esplorazione, facendo la loro comparsa nei giardini vittoriani; altre ancora, come cotone e tabacco, sono precisi riferimenti simbolici alla grandezza economica dell’Impero Britannico.

Tra i molti contenuti fruibili on-line vi è anche la rassegna dedicata a “Mary Anning. La Pioniera della Paleontologia”, una studiosa autodidatta vissuta nella prima metà dell’Ottocento le cui scoperte sono state fondamentali per le conoscenze in materia di animali preistorici.

Nata da una famiglia povera di Lyme Regis, nella zona litoranea al sud dell’Inghilterra tra Dorset ed East Evon nota come “Costa Giurassica” – riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per l’importanza delle sue testimonianze risalenti all’Era Mesozoica – Mary Anning imparò a conoscere e ad amare i fossili grazie agli ammoniti che il padre, un ebanista, era solito cercare per rivendere.

Nonostante le difficoltà economiche e la diffidenza dell’ambiente scientifico, la ricercatrice dedicò la sua intera esistenza agli studi di paleontologia; tra le sue tante scoperte si annoverano quelle dei resti di alcuni animali sino a quell’epoca sconosciuti come l’ittiosauro, portato alla luce nel 1811 all’età di soli 12 anni, dopo che il fratello ne aveva trovato il cranio. Alcuni di questi esemplari e i sorprendenti disegni di Mary Anning, che documentano i reperti rinvenuti, sono oggi conservati al Natural History Museum di Londra.

Guarda il video, dal canale del museo costruito nel sito della sua casa natale (il Lyme Regis Museum), dedicato alla storia della “Pioniera della Paleontologia”: