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23.04.2021

Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters tradotto da Fernanda Pivano

 

 

 

  • Autore: Edgar Lee Masters (1868-1950)
  • Genere: poesie
  • Prima edizione originale: Spoon River Anthology, MacMillan Co., 1915
  • Prima edizione italiana: Antologia di S. River, traduzione di Fernanda Pivano, Einaudi, 1943

 

 

Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,

The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?

All, all are sleeping on the hill.

 

Inizia così The Hill, la prima poesia di Spoon River Anthology, capolavoro di Edgar Lee Masters (1868-1950), avvocato di professione con il sogno di diventare scrittore, che divenne famoso con questa raccolta di poesie, che ritrae i vizi e le virtù degli abitanti di un piccolo villaggio americano, che sono ormai morti e sepolti sulla collina che dà il titolo alla prima poesia e a cui lui dà voce.

 

A parte The Hill, tutte le altre poesie prendono il titolo dal singolo protagonista di quei versi, che non è mai un eroe coraggioso e indomito ma una persona comune, coi propri pregi e difetti, che racconta come è stato il suo quotidiano e che, anche una volta che la vita è finita, spesso continua a provare gli stessi sentimenti di gelosia, rancore o incomprensione che sentiva in vita verso le persone che vivevano nel suo circondario.

Il titolo dell’antologia deriva dal fiume Spoon che bagna la cittadina di Lewistown, dove Masters si trasferì a 11 anni e dove visse per una decina d’anni. Venne altresì ispirato per i suoi versi anche dagli abitanti di Petersburg, a una trentina di miglia da Lewistown, dove andò a vivere poco dopo la nascita e in cui trascorse l’infanzia.

 

Le poesie vennero pubblicate a partire dal maggio del 1914 ogni settimana sulla rivista Ready’s mirror, finché nel 1915 la casa editrice MacMillan Co. le pubblicò sotto forma di libro e l’anno successivo fece uscire una nuova edizione con ulteriori poesie.

 

L’arrivo dell’antologia in Italia si deve a Cesare Pavese, che negli anni Trenta del Novecento se la fece mandare da un suo amico che viveva in America insieme ad altre letture che gli interessavano. In un secondo momento la diede da leggere a Fernanda Pivano, che era stata sua studentessa quando lui lavorava come supplente; lei se ne appassionò così tanto che iniziò a tradurla. Per evitare però i rischi di censura provocati dal fascismo che sicuramente non avrebbe approvato i temi trattati all’interno, la traduzione uscì nel 1938 come Antologia di S. River richiamando un ipotetico e quanto mai inesistente santo chiamato River. Il contenuto venne però scoperto ben presto e per un breve periodo la Pivano fu arrestata.

 

Nel 1971 Fabrizio De André incise un album dal titolo Non all’amore non al denaro né al cielo, composto da nove canzoni liberamente ispirate ai personaggi dell’antologia; a differenza del volume, però, non prendono il titolo dal nome e cognome del personaggio, ma dalla loro professione o caratteristica principale; la sola eccezione è rappresentata dall’ultima canzone, dedicata all’unico personaggio fra quelli trattati a essere morto senza avere rimpianti, il suonatore Jones, in cui de Andrè si riconosceva perché entrambi erano cantanti.

 

Nel 2005, qualche anno dopo la morte di de Andrè, la vedova Dori Ghezzi chiese a Morgan di incidere una cover dell’album, che venne fatta rispettando in tutto per tutto l’originale con solo alcune minime differenze nell’uso di alcuni strumenti o nel nell’ordine delle canzoni.

 

Per contestualizzare guarda il video sulla storia e la letteratura in America nel Novecento:

 

 

Spunti di riflessione

Leggi un estratto di come inizia il volume in inglese e confrontalo con la traduzione in italiano a opera di Fernanda Pivano tratta dall’edizione Einaudi. Prova poi a paragonarli con la traduzione che faresti tu: quali sono le differenze che riscontri? Ci sono dei punti in cui una delle traduzioni è più o meno letterale?

Per approfondire maggiormente l’argomento a livello traduttivo, è possibile comparare una o più delle canzoni di De Andrè con le versioni originali inglesi e verificare quali cambiamenti ci sono stati rispetto alla prima traduzione della Pivano.

Per fare un esempio si può lavorare su Frank Drummer: si noti come i versi originali […] Yet at the start there was a clear vision, // A high and urgent purpose in my soul // Which drove me on trying to memorize // The Encyclopedia Britannica!, resi in traduzione come Eppure all’inizio c’era una visione chiara, // un proposito alto e pressante, nella mia anima, // che mi spinse a cercar d’imparare a memoria // l’Enciclopedia Britannica!, siano stati musicati adattandoli al contesto italiano nella bellissima Un matto (Dietro ogni scemo c’è un villaggio): per stupire mezz’ora basta un libro di storia, // io cercai d’imparare la Treccani a memoria, // e dopo maiale, Majakowsky e malfatto, // continuarono gli altri fino a leggermi matto.

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