Ricerca

13.01.2021

Anonymous

 

 

Anonymous, film del 2011 diretto dal regista tedesco Roland Emmerich, affronta una questione che per molti secoli ha affascinato diversi studiosi, intellettuali e artisti come Mark Twain, Charles Dickens, Sigmund Freud e Orson Welles: chi ha scritto realmente le opere che siamo soliti attribuire a William Shakespeare, uno dei più importanti drammaturghi della letteratura mondiale? In una New York dei nostri giorni un attore (Derek Jacobi) stuzzica il suo pubblico con questa domanda durante uno spettacolo teatrale: dichiara infatti di voler raccontare una storia diversa dando così avvio alla vicenda vera e propria, ambientata durante i disordini politici dell’Inghilterra elisabettiana. Il film cerca di offrire una possibile risposta attorno al mistero della figura di Shakespeare guardando alla storia e all’opera di un personaggio realmente esistito: Edward de Vere (Rhys Ifans), conte di Oxford e cortigiano della corte di Elisabetta I.

Nonostante un complicato gioco di salti temporali e i numerosi elementi romanzati legati ad intrighi politici, ai tradimenti e alle illecite storie d’amore, Anonymous attraverso una teoria senza dubbio affascinante mette al centro una questione davvero molto dibattuta all’interno del panorama degli studi su Shakespeare. La vicenda del suo protagonista può far riflettere inoltre su importanti temi come la condizione dell’artista in una determinata epoca storica, ma soprattutto provocare e insinuare nello spettatore un dubbio probabilmente legittimo: opere complesse come Amleto, Macbeth, Enrico V e Giulio Cesare possono essere state scritte da un uomo che, secondo alcune fonti, era praticamente analfabeta? In generale, un solo uomo può possedere tutta questa cultura e conoscenza?

  • Regia: Roland Emmerich
  • Genere: drammatico, storico
  • Interpreti: Rhys Ifans, Vanessa Redgrave, David Thewlis, Xavier Samuel, Joely Richardson, Derek Jacobi
  • Produzione: Germania, Regno Unito, Stati Uniti, 2011

 

 

Attività didattiche

 

  • Nel film vengono menzionati due drammaturghi molto conosciuti e contemporanei di Shakespeare: Ben Jonson e Christopher Marlowe. Fai una ricerca su questi due scrittori cercando di evidenziare la particolare funzione che ricoprono come personaggi all’interno della vicenda del conte di Oxford. Rifletti anche su come viene rappresentato lo stesso William Shakespeare nel film: pensi che questa interpretazione possa essere credibile o troppo denigratoria?
  • Nel film si fa riferimento ad alcune delle opere più conosciute di William Shakespeare. Individua le opere menzionate e rifletti come ognuna di esse si intreccia con la vita del protagonista Edward de Vere o con gli avvenimenti rappresentati nel film.
  • Il dibattito attorno all’attribuzione delle opere di Shakespeare nasce per diversi motivi, tutti collegabili al fatto che si conoscono pochissime informazioni biografiche e praticamente nessuna legata alla sua attività di drammaturgo. Non solo molti scrittori famosi hanno dubitato che dietro al nome dell’attore di Stratford si nascondesse un autore diverso, ma sono nati diversi percorsi di studi. Cerca di identificare i principali motivi (biografici, culturali, sociali, economici) avanzati da questi studiosi, in particolare dalla scuola degli anti-Stratfordiani. Rifletti sul possibile profilo che secondo questi studi dovrebbe caratterizzare la mente dietro queste opere, tenendo presente anche come viene descritta l’educazione del personaggio di Edward, conte di Oxford. Un interessante punto di partenza per riflettere sulla questione può essere il documento Declaration of reasonable doubt about the identity of William Shakespeare: una dichiarazione “neutrale” firmata da diversi accademici, attori, artisti, politici che si prefigge di sensibilizzare e di far conoscere ad un pubblico più ampio quali sono i possibili dubbi attorno alla figura di William Shakespeare come autore delle opere a lui attribuite.
  • “Nel mio mondo non si scrivono commedie”: queste parole del conte di Oxford ci fanno capire come ai tempi di Shakespeare fosse ritenuto socialmente inaccettabile che un uomo di origine nobile fosse coinvolto in attività più umili come la letteratura e il teatro. Il film permette di riflettere sulla condizione dell’uomo di cultura durante l’età di Elisabetta I, che possiamo far corrispondere alla figura dell’intellettuale-cortigiano tipico dell’epoca moderna: un uomo di lettere rispettato, ma la cui attività è considerata generalmente umile e al servizio di committente (un sovrano o un nobile protettore) e quindi soggetta a possibili censure. Facendo riferimento a celebri autori della letteratura italiana (es. Machiavelli, Ariosto, Alfieri) prova a delineare un percorso a partire dalla condizione dello scrittore nel XVI secolo fino alla definizione dell’intellettuale borghese.

 

Discussione in classe

 

  • Shakespeare non è l’unico grande autore la cui paternità delle opere è stata messa in dubbio. Nel tuo percorso di studi hai già incontrato un altro celebre caso sul quale diversi studiosi si sono confrontati e scontrati. Si tratta della questione omerica, ovvero di tutto quel dibattito attorno non solo alla paternità dei poemi epici Iliade ed Odissea, ma anche all’identità dello stesso Omero. Prova a confrontare queste due “questioni” focalizzandoti sulle principali tesi proposte dagli studiosi. Trovi queste argomentazioni convincenti oppure no?
  • Uno dei temi principali che emergono dalla visione del film è senz’altro l’enorme potenzialità comunicativa della parola, in particolare quella artistica, talvolta più efficace della spada nel cambiare il corso degli eventi. Come viene ben evidenziato nel film, le parole delle opere di Shakespeare non solo sono in grado di parlare di vicende o di personaggi della politica contemporanea, ma anche di commuovere e di provocare forti reazioni nel pubblico. Pensi che davvero le parole o in generale un’espressione artistica possa avere una profonda influenza anche su eventi o questioni politiche e sociali? Conosci qualche esempio?

Vedi anche