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21.12.2020

Exercices de style di Raymond Queneau tradotto da Umberto Eco

 

 

 

 

  • Autore: Raymond Queneau (1903-1976)
  • Genere: racconti
  • Prima edizione originale: Exercices de style, Gallimard 1947
  • Prima edizione italiana: Esercizi di stile, traduzione di Umberto Eco, Einaudi 1983

 

Lo scrittore francese Raymond Queneau, surrealista e sperimentatore, pubblica per la casa editrice Gallimard una raccolta di racconti che narrano sempre la stessa storia: 99 differenti versioni di una stessa vicenda di per sé insignificante e convenzionale, ma che prende vita grazie alla molteplici possibilità di giocare con il linguaggio, con le forme e con i significati.

La prima stampa degli Exercices de style risale al 1947, appena due anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ma una nuova edizione le fa seguito nel 1963, ampliata e corredata da una lista di 124 ulteriori “esercizi possibili”.

 

 

In Italia le opere di Queneau suscitano un interesse crescente negli anni Sessanta e Settanta, grazie anche alle traduzioni di Italo Calvino (I fiori blu, Einaudi 1967), finché nel 1983 il semiologo Umberto Eco – il cui esordio come romanziere con Il nome della rosa ha ottenuto tre anni prima un successo internazionale – traduce per Einaudi gli Esercizi di stile, affiancati dal testo francese a fronte e preceduti da un’interessante introduzione.

L’episodio «di sconcertante banalità» raccontato, come lo definisce lo stesso Eco, diventa un esperimento linguistico che oltre a spaziare dalle figure retoriche ai generi letterari e ai giochi di parole travalica anche i confini della lingua, risultando efficace e divertente anche in italiano. Grazie alla grande abilità di Umberto Eco, la traduzione è infatti una vera e propria riscrittura che riproduce gli effetti originali nell’universo dell’italiano: «Diciamo che Queneau ha inventato un gioco e ne ha esplicitato le regole nel corso di una partita, splendidamente giocata nel 1947» spiega Eco commentando le proprie scelte traduttive, «Fedeltà significava capire le regole del gioco, rispettarle, e poi giocare una nuova partita con lo stesso numero di mosse».

 

  • Guarda il video per uno sguardo d’insieme sulla narrativa francese del XX secolo
  • Ascolta il podcast su Queneau con l’attore Paolo Poli che interpreta un brano di Esercizi di stile

Spunti di riflessione

 

Per sollecitare gli studenti a confrontare il testo di Queneau e la traduzione di Eco è possibile sfogliare l’edizione francese sul sito dell’editore Gallimard e scaricare alcune pagine della versione italiana con testo a fronte.

Gli studenti possono provare a tradurre in italiano il racconto Alors, presente nei materiali scaricabili in questo articolo, per poi confrontare la propria traduzione con quella d’autore di Eco (scaricabile separatamente). Quali sono le differenze tra le due versioni? Quale risulta più letterale? Quale più fedele allo spirito del testo originale?

 

Per approfondire, è disponibile su RaiPlay Radio un ampio intervento del critico e scrittore Marco Belpoliti sull’autore.

 

Per sfruttare il potenziale dell’opera scoprendone alcune possibili applicazioni didattiche o creative, suggeriamo di visitare il sito di Matt Madden, autore del fumetto 99 ways to tell a story. Exercises in style (in inglese) e di leggere il contributo di un’insegnante sulla rivista Doppiozero, che racconta un’attività di scrittura collettiva nata a partire dall’opera di Queneau. Un’applicazione musicale dei princìpi di composizione degli Esercizi si può ascoltare in un brano della band indie Mitici Gorgi, compreso nell’album del 2014 “In the Gorgi show” e intitolato “Il dadarock”.

 

Il gruppo OuLiPo (acronimo francese per Ouvroir de Littérature Potentielle, ossia “laboratorio di letteratura potenziale”), fondato da Raymond Queneau nel 1960 – a cui aderirono altri scrittori come Georges Perec e Italo Calvino ma anche matematici e scienziati – fa ricorso a costrizioni formali per esplorare le potenzialità del linguaggio creando testi letterari che sono veri e propri esperimenti o, appunto, esercizi di stile. L’Ouliupo vive ancora e sul suo sito internet (in francese) è possibile scoprire la sua storia, i suoi membri, le sue pubblicazioni, nonché lasciarsi ispirare da alcune “contraintes”.

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